Inps, Mastrapasqua tuona: “Finché sarò io il presidente non ci saranno tagli al personale”

“Finché sarò il presidente dell’Inps mi batterò con tutte le mie forze e in ogni sede perché non ci siano tagli al personale né riduzioni alle loro retribuzioni”. Parola di Antonio Mastrapasqua. I toni dell’intervento del numero uno dell’Ente di via Ciro il Grande sono durissimi per contrastare la possibilità dei presunti esuberi dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e della cancellazione del premio di risultato.

“Non si tratta di una difesa corporativa, per difendere una Pubblica Amministrazione contro altre Pubbliche Amministrazioni”, spiega Mastrapasqua, ma “soprattutto una difesa del Welfare del Paese”. Il presidente dell’Inps ha poi spiegato: “in più occasioni abbiamo ricordato che la consistenza attuale del personale, poco più di 33mila dipendenti, che comprendono anche quelli provenienti da Inpdap ed Enpals, è di gran lunga inferiore a quella degli Istituti che di Welfare si occupano in Francia o in Germania. Il processo di telematizzazione che abbiamo assicurato all’Inps è stato intrapreso proprio per garantire efficienza nell’erogazione dei servizi, nonostante una progressiva diminuzione delle risorse umane, per effetto del blocco del turn over”.

“A questo calo ‘controllato’ del personale non si può aggiungere alcun altro taglio, senza pregiudicare la qualità e la regolarità del servizio – dice Mastrapasqua -. L’ho scritto lo scorso 27 settembre al ministro Patroni Griffi, titolare del tema sulla spending review, e ai ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia: all’Inps non si devono applicare le norme della legge 135/2012, così come è stato scelto di non applicarle ad altre fondamentali amministrazioni dello Stato. Per questi motivi ho chiesto un incontro urgente ai ministri Patroni Griffi, Grilli e Fornero, certo che la logica della spending review non riproduca quella dei tagli lineari”.

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