UE: BRUNETTA INVIA A RENZI DOSSIER SU FISCAL COMPACT E FLESSIBILITA’
Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, la documentazione attestante i risultati ottenuti dall’ultimo governo Berlusconi in termini di flessibilità degli obiettivi di bilancio previsti dal Fiscal Compact con riferimento tanto al deficit strutturale quanto al debito pubblico. Lo stesso dossier era stato inviato al premier dal capogruppo azzurro nel settembre del 2015.
“Tutto comincia – scrive il capogruppo azzurro – con il Consiglio europeo del 17 giugno 2010, quando il presidente Berlusconi ottiene di inserire, nell’ambito del rafforzamento del Patto di stabilità e Crescita dell’Ue da approvare entro il 2011 (futuro Fiscal Compact), i principi secondo cui: 1) nel definire i piani dei singoli Paesi verso il pareggio di bilancio si tiene conto di eventuali circostanze eccezionali – quali la congiuntura economica negativa – e degli effetti di eventuali riforme strutturali implementate dai governi; 2) nel calcolo del rapporto debito/Pil si comprende, al nominatore, non solo il debito pubblico, ma anche quello di famiglie e imprese”.
“Questi due principi – sottolinea – sono stati recepiti rispettivamente: 1) nel Regolamento (UE) n. 1175/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 novembre 2011; 2) nel Regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio dell’8 novembre 2011 – Allegati 2 e 3 (passaggi evidenziati in rosa)”.
“Per quanto riguarda il voto sul Fiscal Compact da parte del Parlamento italiano nel 2012, questo è avvenuto, da parte mia e del mio gruppo parlamentare, previa approvazione della Mozione 1-00800 del 25 gennaio 2012 e dell’Ordine del giorno 9/05358/001 del 19 luglio 2012, che impegnavano il governo a portare avanti in Europa l’opera di implementazione dei Regolamenti sopra citati (n. 1175/2011 e n. 1177/2011), finalizzati, appunto, alla flessibilità degli obiettivi di bilancio – Allegati 4 e 5 (passaggi evidenziati in giallo)”. “La Comunicazione della Commissione europea del 13 gennaio 2015 al Parlamento Ue, al Consiglio, alla Bce, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle Regioni e alla Bei per sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del Patto di stabilità e crescita, da Lei citata oggi in Aula altro non è, pertanto, che l’ultima formalizzazione del lungo processo che, come abbiamo qui ripercorso, ha avuto inizio il 17 giugno 2010 su iniziativa del presidente Berlusconi”.
“Spero che questo dossier – conclude Brunetta – contribuisca a una sua corretta narrazione della storia di questi ultimi anni. Nell’interesse del Paese, e della nostra democrazia”.



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