RIFORME: BRUNETTA, SECONDO EUROMEDIA A REFERENDUM PUO’ FINIRE 60-40 PER ‘NO’

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha davvero poco di cui stare allegro. Il suo Partito democratico è spappolato, dilaniato in una miriade di correnti e correntine in perenne guerra tra di loro. I suoi compagni Bersani, D’Alema, persino Letta, aspettano con pazienza sulla riva del fiume la fine del renzismo.

Le prossime elezioni amministrative rischiano di essere un bagno di sangue per il premier che presenta nelle città più importanti coalizioni sfilacciate e un partito allo sbando. Basti pensare a Roma (toccata per di più dallo scandalo di Mafia Capitale, con i vertici locali del Pd coinvolti in una storiaccia senza precedenti), a Milano, a Napoli. Solo per menzionarne alcune.

Ma i guai per il presidente del Consiglio non finiscono certo qui. E, in vista del referendum confermativo del prossimo ottobre, a Palazzo Chigi cominciano ad aver seriamente paura. Sembra d’un tratto svanita la sicura spavalderia di Renzi, considerando anche la possibile posizione contraria della minoranza interna al Pd a questa cattiva riforma portata avanti in maniera barbara dal premier-segretario.

L’ultimo sondaggio di Euromedia Research ci dice che alla consultazione popolare sulla riforma della Costituzione in questo momento è in vantaggio il ‘no’ rispetto al ‘sì’: 51 a 49.

Nell’arco di una buona informazione, ci dice Euromedia, la crescita prevista di chi potrà votare contro la riforma è stimata con un tasso di crescita intorno al 3%. Stando così le cose, stimando l’informazione sia dei favorevoli sia dei contrari, la differenza potrebbe crescere in sei mesi fino a 10 punti percentuali in favore del ‘no’. Insomma, potrebbe finire 60 a 40.

A ottobre il premier andrà a casa. E adesso anche i sondaggi cominciano a segnalarlo. Sommando le intenzioni di voto a favore dei partiti che già si dichiarano contro la riforma Boschi arriviamo, inoltre, ad un potenziale 70 per cento di ‘no’, con a favore praticamente solo il Pd e qualche costola di poltronisti di professione.

Cominciamo a dirlo sin da ora: ad ottobre un bel ‘no’ per mandare a casa Renzi e ripristinare la democrazia nel nostro Paese”.

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