RIFORME: BRUNETTA, MACCHINA USATA DA RENZI NON LA COMPREREI, NULLA E’ SCONTATO
“Personalmente una macchina usata da Matteo Renzi non la comprerei e per questo dico che sulle riforme non bisogna dare nulla per scontato”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”.
Onorevole, perché è contrario alla riforma del Senato? “Io vado al merito, ci vuole un principio informatore, una scelta di fondo, se opti per un sistema alla francese non puoi che prevedere anche l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Procedere invece per strappi con modifiche laterali e un Senato dopolavoro per sindaci in trasferta è ridicolo”.
Alla fine come voterà Forza Italia? “Abbiamo convocato per giovedì una riunione dei gruppi di Camera, Senato ed Europarlamento per discuterne laicamente, democraticamente e lealmente con Berlusconi”. Dice democraticamente: alla fine ci sarà un voto? “La nostra democrazia si riassume in Silvio Berlusconi”.
Si parla di un forte dualismo sulle riforme tra lei e Verdini. ”Entrambi guardiamo al merito ed entrambi avremo modo di esporre le nostre argomentazioni. Io dico sin dal primo giorno che questo tipo di rapporto con Renzi per cui siamo nella maggioranza costituente sulle riforme ma all’opposizione sul resto è una contraddizione in termini e i risultati elettorali che ci hanno penalizzato oltre che alla violenza antidemocratica su Berlusconi sono in gran parte dovuti affatto che la gente non ci ha capito, ci ha buttato addosso il non essere né carne né pesce. Questa contraddizione va risolta. D’altra parte decideremo in base all’interesse del Paese come nel 2005, quando approvammo una riforma costituzionale più seria, completa e responsabile dei prodotti renziani scritti con i piedi”.
Quali argomenti spenderà alla riunione del partito? “Innanzitutto mi chiedo cosa rimanga del patto del Nazareno di cinque mesi fa e mi chiedo come si possa andare avanti con l’economia al collasso: del Senato alla gente importa relativamente, la gente guarda alle tasse, alla disoccupazione e alle banche che non prestano più i soldi. E mi chiedo perché Renzi e il Pd non vogliano istituire la commissione parlamentare per fare chiarezza sul complotto che ha investito Berlusconi nel 2011. Faremo un bilancio di tutto questo”.
Che cosa è rimasto del patto del Nazareno a suo giudizio? “L’elemento fondante di quell’accordo era l’esigenza di avere una legge elettorale nuova che restituisse legittimità al Parlamento dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Invece dopo che la Camera ha approvato l’Italicum con i voti determinanti di Forza Italia e ha trasmesso il testo al Senato il 16 marzo, Renzi lo ha insabbiato evidentemente perché non era in grado di farlo approvare dai suoi. La riforma del Senato e del titolo V sono così state anteposte alla legge elettorale, al contrario di quanto pattuito al Nazareno e il tutto per ragioni tattiche. Queste premesse mi fanno dubitare della volontà riformatrice di Renzi”, conclude Brunetta.



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