RIFORME: BRUNETTA, E.LETTA-BERSANI ORGANIZZANO AVVIO RENZI A DISCARICA DI SE STESSO
“Renzi cerca di uscire dal fosso in cui era cascato, sospintovi dalla propria arroganza e dal dilettantismo della Boschi, ma è troppo tardi. Il premier era partito come un toro impazzito nella disfida del referendum incornando partigiani e sindacati, svellendo le radici storiche e sentimentali della sinistra, senza più accontentarsi delle sue consuete intemerate contro Berlusconi e Brunetta. Si è così tirato addosso l’ira di Bersani e di Enrico Letta, formalmente schierati per il ‘sì’ al referendum, ma che in realtà stanno organizzando l’avvio del rottamatore alla discarica di se stesso”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Così Renzi cerca popolarità promettendo novità rasserenanti sulle pensioni. Oltre agli 80 euro per le minime, che per lui ormai sono un espediente scaramantico, adombra la possibilità di flessibilità in uscita con decurtazioni del 4 per cento per ogni anno di anticipo. Riapre ai sindacati, addirittura rilancia l’odiata concertazione, pur di sottrarsi al pasticcio. Ma non ci riesce, nonostante gli diano una mano ‘Corriere della Sera’ e ‘Repubblica’ con i titoli d’apertura. In realtà la notizia è la rottura del fronte interno, lo scatenamento di un fronte del ‘no’ che prima ancora di essere contro il referendum è contro la leadership di Renzi.
La gara a chi del passato starebbe adesso con il ‘sì’, cioè con il monocameralismo, fa dire a Bersani che allora tanto vale rievocare Lenin con ‘tutto il potere al soviet’, più monocameralismo e decisionismo di così…
Queste posizioni di Letta e di Bersani, che pure sono tuttora per il ‘sì’ alle riforme, dimostrano che i 47 articoli mutati della Costituzione, in combinato disposto con la legge elettorale nuova, che c’è ragione ad aver paura di Renzi, e bene hanno fatto Berlusconi e Forza Italia a dire alla fine di ‘no’ ad una riforma che prende la forma di chi la impugna. E se tocca a Renzi e ai 5 Stelle sarebbe una tragedia per la democrazia. Non possiamo permetterci di correre questo rischio. Tanto più che i risparmi di denaro sono tutti da dimostrare”, conclude Brunetta.


