RIFORME: BRUNETTA, 70 ANNI FA UNITI PER COSTITUZIONE, OGGI PER DIRE ‘NO’ A SUA DEFORMAZIONE

“La prima Armata Brancaleone nella storia della nostra democrazia repubblicana si palesò solenne e vittoriosa il 22 dicembre del 1947, alla votazione finale della Costituzione. Dopo il presidente dell’Assemblea Costituente, il comunista Umberto Terracini, intervenne Meuccio Ruini, laico-laburista, che aveva guidato la redazione finale dei 139 articoli. L’ultimo a intervenire, dopo lo scrutinio, fu il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, democristiano. Tutti entusiasti del risultato, avversari fieri in credo religioso e politico, ma uniti sui valori fondanti e sulle regole del gioco”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “Il Foglio”.

“Ora anime belle, discendenti spirituali di quelle tradizioni, svagati della loro storia, per colpire i vari Comitati del ‘no’, hanno come unico argomento di modestia terrificante il fatto che provengono da storie diverse. Un argomento puerile, ma anche disonesto. Con imbarazzante meschinità, invece di discutere sulle ragioni di merito – diverse ma convergenti – per cui Fassina, Vendola, Gasparri e Carfagna dicono di ‘no’ alla riforma renziana, questi campioni del politicamente corretto hanno introdotto un criterio di bon ton, un fatto di snobismo cromatico”.

“L’unità di oggi è speculare a quella di quasi 70 anni fa: allora per il ‘sì’ alla Costituzione oggi per il ‘no’ alla sua riforma deformante. Allora si cercò la convergenza per dare forza democratica alla Carta fondativa della democrazia, oggi una risicata maggioranza, per di più drogata da un premio incostituzionale, ha imposto la sua visione con piglio autoritario”.

“Saremo noi, da B come Brunetta a Z come Zagrebelsky a convincere il popolo italiano, che votando ‘NO’ sarà la più grande Armata Brancaleone (che, detto tra noi, risulta più simpatica agli italiani del renzismo militante, vecchio e nuovo, disinteressato e interessato) della nostra storia repubblicana”, conclude Brunetta.

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