REFERENDUM: BRUNETTA, SONDAGGI UNANIMI, ‘NO’ IN ASCESA, ‘SI’’ IN CADUTA LIBERA
“Ormai tutti i sondaggisti, anche i pochi che considerano in vantaggio il ‘sì’, certificano l’incredibile ascesa del fronte del ‘no’ negli ultimi mesi, con il parallelo crollo di coloro i quali si dichiarano favorevoli alla ‘schiforma’ Renzi-Boschi”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“La tendenza è chiara e unanime: il ‘no’ cresce costantemente, il ‘sì’ è in caduta libera.
L’ultimo sondaggio di Euromedia Research per Ballarò, in merito al referendum sulla riforma della Costituzione, ci ha detto che i ‘no’ sono al 34%, i ‘sì’ scendono al 28,6%, gli astenuti/indecisi sono il 37,4%. Rapportato a 100 il risultato è che il ‘no’ arriva al 54,3%, mentre il ‘sì’ crolla al 45,7%. L’istituto della Ghisleri propone anche un grafico sul ‘trend del voto’ che nel quale si può osservare come la forbice tra i ‘sì’ e i ‘no’ sia sempre più ampia a favore di questi ultimi.
L’ultima rilevazione di Emg per il TgLa7 ha sentenziato: i ‘no’ sono al 28,7%, i ‘sì’ al 26,9%, gli indecisi al 44,4%.
Per Ixè per Agorà al prossimo referendum voterà ‘sì’ il 27%, ‘no’ il 32%. Il 15% è indeciso, il 26% dichiara di non voler andare a votare.
Per Ipr Marketing, guidato da Antonio Noto, ormai da settimane le posizioni si sono cementificate: 52% per i ‘no’, 48% per i ‘sì’.
Mentre l’ultimo sondaggio di Scenari Politici per Huffington Post in merito al referendum costituzionale del prossimo autunno ci dice che la maggioranza degli italiani oggi sarebbe orientata a votare No: il 54% degli intervistati voterebbe contro la riforma, il 46% a favore.
Unici Istituti che sostengono la vittoria del ‘sì’ sono Ipsos (51% a 49%) e Demos. Quest’ultimo sondaggio è stato pubblicato con ampio risalto lo scorso lunedì da ‘la Repubblica, ed ha certificato una tendenza ormai inarrestabile: il sostegno alla riforma continua a scendere, e oggi è al 37%, 13 punti in meno di febbraio. I contrari sono saliti al 30%, cresce anche la percentuale di quanti non si esprimono: 33%. Il divario tra i due fronti è passato in pochi mesi da 26 a 7 punti.
In definitiva: per la quasi totalità delle case di sondaggi i ‘no’ sono in netto vantaggio (52-54% contro 48-46), e per tutte la tendenza è per il ‘sì’ in caduta libera”, conclude Brunetta.


