RAI: BRUNETTA, TETTO COMPENSI? GIACOMELLI ENTRA A GAMBA TESA, VIALE MAZZINI SI ADEGUI A LEGGE

“È improprio e sbagliato che un membro del governo, sottosegretario con delega alle Comunicazioni, entri a gamba tesa in merito a decisioni che riguardano una norma approvata dal Parlamento e in relazione alla quale il Consiglio di amministrazione della Rai ha, giustamente, chiesto ai vertici di Viale Mazzini che la tivù di Stato si adegui”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Il sottosegretario Giacomelli faccia il suo lavoro, lo dico con stima e simpatia, e lasci che il Parlamento e la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai facciano, con serenità e responsabilità, il loro. La sua opinione personale la può esprimere a cena con gli amici, in una sede istituzionale ci aspettiamo che il governo parli ufficialmente seguendo norme e legislazione vigente.

La Rai, con in testa Campo Dall’Orto e Maggioni, si adegui al più presto, seguendo anche l’incitamento del Cda, alla legge. Tetto a 240 mila euro per tutti: artisti, giornalisti, collaboratori, manager, star e presunte tali comprese.

In caso contrario, se proprio la Rai, servizio pubblico, ritiene che il tetto ai compensi degli artisti sia uno strumento sbagliato, che proponga allora criteri diversi, e sostenibili. E si apra, a tutti i livelli, un dibattito serio. Ma basta far west, basta sprechi, basta stipendi ingiustificati (i più alti se paragonati ai corrispettivi europei), basta assunzioni clientelari, basta opachi appalti manipolati a società esterne, basta con i flop a catena per i quali nessuno mai risponde, basta familismi editoriali, basta ai super poteri degli agenti TV che fanno il bello e il cattivo tempo imponendo presentatori e presentati, basta a presentazioni autopromozionali di libri (rigorosamente annuali e rigorosamente pre festivi) a reti unificate e con ospitate in tutti i programmi di punta di tutte le reti Rai. Basta col calcolare i compensi delle star sulla basi degli introiti pubblicitari delle singole fasce di audience. Basta a tutto questo. Viva la meritocrazia: per tutti. Nel servizio pubblico basta figli e figliastri.

Tetto ai compensi e trasparenza. Gli italiani che pagano il canone non chiedono altro”, conclude Brunetta.

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