RAI: BRUNETTA, REGOLAMENTARE PRODUZIONI ESTERNE, TRASPARENZA E NO CONCENTRAZIONE

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito alle produzioni esterne.

“Come riportato dalle maggiori testate giornalistiche – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio –, sul fronte dell’intrattenimento tre grandi società private gestiscono gli show che contano di più: Endemol, Magnolia e Ballandi. Solo Endemol vende ben sei trasmissioni alla tv di Stato, mentre Magnolia e Ballandi ne fabbricano almeno tre per ciascuno. Per assicurarsi questi dodici programmi chiave, la Rai trasferisce 42 milioni 322 mila euro ai tre fornitori sopra citati, ovvero quasi il 30% delle risorse che RaiUno può investire fuori dal perimetro dell’azienda, pari a 145 milioni 525 mila euro nell’intero anno.

Ad avviso del presidente Brunetta “in assenza di regole e procedure chiare si è giunti alla concentrazione delle produzioni esterne in capo a pochi soggetti, mentre ancora non è chiaro come la Rai selezioni i fornitori piccoli e medi. Negli altri paesi europei il meccanismo delle produzioni esterne è ben regolato, ad esempio, la Gran Bretagna si è dotata di un ‘Codice d’esercizio’ che impone di lanciare un concorso di idee in cui chiunque può candidarsi e la Bbc rende noto il budget disponibile, tratteggia le linee del programma precisandone il giorno e l’ora della messa in onda del programma. Inoltre, ogni anno la Bbc invia un rapporto al Garante della comunicazioni, l’OfCom, che valuta se il codice sia stato applicato correttamente”.

Il capogruppo azzurro chiede di sapere “se i vertici Rai non intendano chiarire con urgenza quanto riportato in premessa e quali iniziative di propria competenza intendano assumere al fine di regolare in maniera chiara il meccanismo delle produzioni esterne garantendo una maggiore trasparenza ed evitando la concentrazione delle stesse in capo a pochi soggetti”.

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