RAI: BRUNETTA, CACCIAMO DALLA TIVU’ DI STATO LA MACCHINA DA GUERRA ROSSA

“Senza vergogna. Se uno chiede trasparenza sui compensi di Crozza, Fazio, Benigni, Littizzetto, ecco che viene subito accusato di voler distruggere la Rai per favorire Mediaset. Come se loro rappresentassero la Rai”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.

“C’è una parola tratta dal linguaggio militare – sottolinea l’ex ministro – che è perfetta per osservare la continuità della strategia comunista. Esiste un dna della mente, del desiderio. Che è quello della presa del potere attraverso una guerra che non versa nelle intenzioni il sangue del prossimo, ma costringe alla resa delle coscienze, che si mettono nelle mani di chi ha la potente arma di una cultura vincente. Vincente non perché ha ragione, ma perché ha saputo affermarsi insediandosi nei luoghi da cui si dominano le vie di fuga del nemico. Gramsci teorizzò la conquista del potere attraverso il possesso delle coscienze del popolo. È stato il primo a definire il concetto di ‘società civile’. Si tratta allora di penetrare la società civile trasferendovi la cultura delle élites materialiste e dialettiche. Ma com’è possibile questa conquista? Ecco allora la formula delle ‘casematte’. Che cos’è la ‘casamatta’? È una macchina da guerra un po’ datata”.

“La casamatta – continua Brunetta – è il locale di un’opera di fortificazione, chiuso all’interno e coperto nella parte superiore a prova di bomba, munito di una o più cannoniere, destinato nella maggior parte dei casi a ricevere artiglierie. Ecco, secondo Gramsci, la presa del potere sulla società civile per assimilarla all’ideologia del Nuovo Principe, il Pci, doveva passare attraverso la occupazione delle casematte. Se le prendi, sei invulnerabile. Ogni epoca ha le sue casematte. La lezione gramsciana della guerra di posizione ha individuato nel nostro paese tre casematte principali. Tre luoghi del dominio comunista: la magistratura; la cultura; i mass media”.

“La mia presenza da Fazio – spiega il capogruppo del Pdl alla Camera – ha posto davanti al conduttore gli stessi elementi di scandalo per la ricchezza che sono il sale della cultura di sinistra. Incidendo su quel tipo di pubblico portato, per protestare, a convergere su Grillo. Sono sicuro che gli oltre 10mila uomini e donne lavoratori della Rai stanno organizzando una pacifica rivolta o almeno una class action. La sinistra e i commentatori di riferimento hanno deciso che la Rai sono i tre comici non dipendenti, ma strapagati, senza di cui la Rai sarebbe morta. Gli attacchi che ho subìto per aver banalmente chiesto trasparenza sui contratti di Fazio, Crozza e Benigni sono stati intesi come se la Rai coincidesse con questi tre comici, cui va garantito lo status divino”.

“Gramsci non si sa se sarebbe contento. Qui segnaliamo che la macchina da guerra comunista è diventata prima la «gioiosa macchina da guerra» progressista di Occhetto, e oggi la «comica macchina da guerra», condotta dai Benigni, dai Crozza, dai Fazio, dalle Littizzetto. Una casamatta che si è posizionata come una sanguisuga nella Rai. Smontiamo la casamatta. Basta con le rendite parassitarie che ammazzano il profitto della libertà”, conclude Brunetta.

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