PROCESSO RATING: BRUNETTA, GOVERNO PUBBLICHI TUTTI I CONTRATTI DERIVATI DELLO STATO

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interpellanza urgente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, in merito ai nuovi elementi emersi dal processo di Trani sulle agenzie di rating che, scrive il capogruppo azzurro, “non possono lasciare indifferenti il governo italiano, e, in particolare, il Mef che, fino ad ora, non si è ancora costituito parte civile” nel procedimento in corso.

“Negli ultimi giorni – viene sottolineato nell’interpellanza – è emerso un nuovo forte ‘elemento indiziario’ contro Standard & Poor’s e Fitch, ovvero il pagamento, secondo la Procura, di 2,6 miliardi di euro disposto ‘senza battere ciglio’ dal Mef italiano a Morgan Stanley dopo il declassamento del rating italiano deciso ‘illegittimamente e dolosamente’ da Standard & Poor’s ‘al solo fine di danneggiare l’Italia’. Il pagamento era previsto da una clausola del contratto di finanziamento tra il Mef e la banca d’affari americana. Una clausola su cui pesa e assume particolare rilievo l’informazione che la Consob ha comunicato alla Procura di Trani: Morgan Stanley è tra gli azionisti di McGraw Hill, il colosso che controlla Standard & Poor’s”.

“La mancata costituzione al processo di Palazzo Chigi e del Mef suscita ben più di una perplessità. Inoltre, la scelta del governo si presenta alquanto dubbia anche perché sussisterebbe la possibilità, in caso di condanna delle agenzie di rating, di una rivalsa dei risparmiatori sulle casse dello Stato”.

“Quello dei titoli derivati stipulati dal Tesoro italiano per ridurre l’incertezza sul servizio del debito pubblico – aggiunge Brunetta – è un tema carsico di cui si discute da tempo, ma la verità è ancora lontana dall’essere svelata. Ciò di cui oggi si è, a fatica, al corrente è soltanto che il totale di titoli derivati sottoscritti dallo Stato italiano ammonta a circa 160 miliardi di euro, pari a 1/10 del Pil del nostro paese”.

Nella sua interpellanza il presidente dei deputati azzurri chiede di sapere “se il governo non intenda garantire la piena attuazione del principio di total disclosure che deve governare tutta l’attività dell’amministrazione pubblica, ai sensi di quanto stabilito sin dal d.lgs. n. 150 del 2009, pubblicando in integrale tutti i contratti derivati in essere dello Stato italiano, al fine di rendere note a tutti tutte le informazioni in merito ai contenuti degli stessi, chi siano le controparti e per quali importi, quando siano stati stipulati e da chi, con quali clausole”, conclude Brunetta.

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