PENSIONI: BRUNETTA, GIOCO PERVERSO POLETTI-BOERI, SE GOVERNO OK A REGIONALI ARRIVANO TAGLI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Abbiamo vinto una prima battaglia, ma la guerra continua. Ieri, nel question time alla Camera, Forza Italia ha costretto il ministro Poletti, ad uscire allo scoperto sul problema delle pensioni. Tema della discussione quella sorta di gioco a rimpiattino tra il governo ed il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Il primo tranquillizza il secondo spara bordate incatenate, minacciando, un giorno sì e l’altro pure, di voler tagliare le pensioni superiori a 2 mila euro al mese. Che considera indecenti.

A quale titolo Boeri parli non è chiaro. Come presidente dell’Inps il suo compito prevalente dovrebbe essere quello di rendere più efficiente un carrozzone che costa, ogni anno, più di 4,2 miliardi e che occupa 33 mila persone. Ed invece l’economista delinea scenari apocalittici. Pubblica studi e tabelle sul sito dell’Istituto, esegue calcoli improbabili su ipotetici assetti futuri.

Che hanno un fine evidente: tagliare le pensioni per trovare le risorse necessarie per il reddito di cittadinanza, per alimentare nuove pensioni d’anzianità a danno di coloro che in pensione sono andati dopo aver lavorato per tutta la vita. Propositi anche giusti dal punto di vista sociale: ma a condizione – come precisato più volte dalla Corte costituzionale – che il relativo finanziamento sia assicurato dalla fiscalità generale e non a carico di coloro che hanno avuto solo il torto di rispettare le leggi dello Stato.

Di fronte a questo andazzo le assicurazioni di Poletti erano necessarie, ma non sono sufficienti. Innanzitutto per la formula utilizzata nella risposta: ‘credo di poter dire che il governo ha espresso chiaramente l’intenzione di non voler procedere in questa direzione’. Credo di poter dire? Ma chi è il ministro? Ossia il responsabile politico: lo stesso Poletti o, per interposta persona, Boeri?

Non siamo così ingenui. C’è qualcosa di più perverso in questo gioco del poliziotto buono e di quello cattivo. Tito Boeri sta solo preparando il terreno. I tempi possono essere più stretti di quanto si possa pensare. Molto dipenderà, infatti, dai risultati delle prossime elezioni regionali.

Se la posizione del governo dovesse riuscire rafforzata, ecco allora che il lavoro di Boeri diverrà immediatamente redditizio. Quelle risorse che ora mancano, a causa dei ritardi della spending review o delle dismissioni, verranno trovate saccheggiando il grande forziere della spesa pensionistica.

E’ necessario che di questi pericoli si abbia piena consapevolezza. Che i ‘ricchi’ pensionati che godono di una pensione pari o superiore a 2 mila euro mensili, siano avvertiti. Votare per Renzi significa firmare una cambiale che sarà, quanto prima, portata all’incasso”.

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