PA: BRUNETTA, IL DECRETO MADIA? TRASPARENZA NON E’ ‘IL PORTO DELLE NEBBIE’
“La trasparenza che non c’è. Con il decreto legislativo Madia sulla trasparenza si fanno passi indietro rispetto a quanto previsto fino ad oggi con le varie disposizioni sulla trasparenza e l’anticorruzione. Il provvedimento doveva essere il passaggio decisivo e definitivo verso la freedom of information act, con l’abbandono della vecchia legge 241 del 1990. Invece sembra addirittura peggiorare l’impianto normativo vigente”.
Così Renato Brunetta, presidente del gruppo Forza Italia alla Camera dei deputati, già ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, in una lettera al direttore del “Corriere della Sera”.
“Se leggiamo l’art. 6, dello schema di decreto ci accorgiamo di tutte le contraddizioni. Infatti in tale articolo si prevede il principio generale che ‘chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni’, ma subito dopo un lungo elenco di eccezioni vanifica il principio generale stabilito dallo stesso articolo. Ci sono moltissime scappatoie per non divulgare informazioni. Se aggiungiamo poi l’introduzione del silenzio rigetto, decorsi trenta giorni dalla richiesta di accesso la frittata è completa.
I passi indietro rispetto alla 241 del 1990 diventano parecchi. Lo stesso Consiglio di Stato nel parere reso sullo schema di decreto legislativo critica l’introduzione del silenzio rigetto, in quanto tale meccanismo deresponsabilizza gli amministratori e ostacola – immotivatamente – la partecipazione alla vita pubblica. Il Consiglio di Stato chiede inoltre al governo di modificare lo schema assicurando una più ampia disclosure a una serie di dati e di documenti allo stato non espressamente previsti.
Questi sono solo alcuni aspetti negativi del provvedimento in questione, ma se ne possono aggiungere degli altri come ad esempio la mancanza di adeguate sanzioni, non sono indicati i costi che potranno essere chiesti al cittadino per l’accesso, non è previsto alcun rimedio stragiudiziale ai dinieghi dell’amministrazione, ecc.
Le risposte date dalla ministra Marianna Madia alle critiche, fatte anche dal suo giornale, sono generiche e prive di una precisa volontà di rivedere il testo in senso positivo verso una completa trasparenza dell’amministrazione pubblica. Più che un decreto sulla trasparenza ci troviamo di fronte alla proiezione del film noir ‘Il porto delle nebbie’. La domanda sorge spontanea: è meglio la normativa vigente?”, conclude Brunetta.


