PA: BRUNETTA, DA RENZI SOLO DEMAGOGIA. ACCORDO? 30 EURO AL MESE E SENZA FIRMA PADOAN

“Demagogia a buon mercato, se mi permette, da parte di Renzi e della Madia; un po’ di ingenuità da parte della Camusso e degli altri leader sindacali. Intanto chiariamo una cosa: non stiamo parlando di un contratto, ma di un accordo quadro. I nuovi contratti arriveranno, se arriveranno, nei prossimi mesi”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Dubbio”.

“Un accordo quadro, dicevo, fatto in fretta e furia per evidenti ragioni legate al referendum, e alla voglia matta del premier mai eletto di rosicchiare consenso. Per il resto, le cifre che vengono indicate sono risibili, i soldi non ci sono, lo sanno tutti. Attualmente sono disponibili, sommando la legge di stabilità 2016 e la legge di bilancio 2017, circa 1,4 miliardi, che consentirebbero aumenti pari a circa 40 euro lordi, meno di 30 euro netti mensili. Altro che gli 85 euro propagandati dal premier e dalla Madia. A proposito, perché nell’accordo non c’è la firma di Padoan? Siamo ai soliti annunci, alle solite prese in giro alle quali ci ha abituato questo governo di dilettanti allo sbaraglio”.

“Il renziani contro di me? Quando rivoltavo come un calzino la Pa italiana Ernesto Carbone non era stato ancora neanche assoldato da Renzi per occuparsi del palco della Leopolda. Meglio che si occupi di altro. Parlando di cose serie, la riforma Brunetta e i provvedimenti a essa collegati hanno prodotto: una riduzione, dal 2008 al 2011, del numero di dipendenti pubblici di 153.815 unità e della spesa per stipendi di 4,2 miliardi di euro; l’avvio dei processi di informatizzazione della Pa, con l’approvazione del Codice dell’Amministrazione Digitale, e l’avvio dell’iter di semplificazione e decertificazione delle pratiche burocratiche; tutte le basi normative per la mobilità dei dipendenti pubblici, il taglio delle auto blu e il tetto agli stipendi dei manager pubblici; il progressivo miglioramento dell’organizzazione del lavoro pubblico e della qualità delle prestazioni erogate.

Una riforma, la mia, senza eguali nella storia repubblicana del nostro Paese, come certificato tanto dalla Commissione Ue (tra gli altri, nel ‘Rapporto Rehn’ sull’Italia di novembre 2011) e dall’Ocse nel Rapporto ‘Government at a Glance 2011’. Renzi e Madia dovrebbero prendere appunti e imparare tutto a memoria”, sottolinea Brunetta.

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