MONTI: BRUNETTA, SU POLITICA EUROPEA IL SENATORE E’ UN PO’ DISTRATTO
“La frase, messa in neretto nell’agenzia Monti, “L’Italia deve battersi per un’Europa più comunitaria e meno intergovernativa, più unita e non a più velocità, più democratica e meno distante dai cittadini” suona quasi come una presa in giro: è il contrario di quello che è avvenuto in Europa, anche con il contributo del senatore Monti”. E’ quanto scrive, rivolgendosi a Mario Monti, l’ex ministro e deputato del Pdl Renato Brunetta in un editoriale su “Il Foglio”.
“Tutte le decisioni del periodo della crisi – continua – si sono prese proprio a livello intergovernativo, con un’Europa disunita, divisa, oligarchica, distante dai cittadini. Con la Commissione di Barroso subalterna, prima all’asse franco-tedesco e poi alla sola Germania”.
“Non è affatto vero, poi, che “le conclusioni del Consiglio europeo del 13-14 dicembre segnano l’avvio di un cammino per la costruzione di un’autentica Unione economica e monetaria basata su una più intensa integrazione fiscale, bancaria, economica e politico istituzionale” perché quelle conclusioni dicono esattamente il contrario. O meglio, rinviano l’unione bancaria a dopo le elezioni di settembre 2013 in Germania e con esse viene accettato l’impianto tedesco per cui la vigilanza unica della BCE è limitata alle banche sistemiche, vale a dire istituti di credito con asset superiori a 30 miliardi di euro”.
“Sulla politica europea, il senatore Monti forse dimostra di essersi un po’ distratto negli ultimi mesi. Già con il governo Berlusconi, infatti, l’Italia aveva approvato il Six Pack e la riforma dell’art. 81 della Costituzione. Ed è questo che ha reso possibile, durante il suo governo, l’approvazione da parte del Parlamento della relativa riforma costituzionale e del Fiscal Compact. Forse al senatore Monti è sfuggito, ma nelle ultime settimane è stata approvata dal Parlamento anche la Legge rafforzata che qualifica i vincoli derivanti dall’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione. Pertanto – conclude Brunetta – l’Italia si pone già oggi come il paese più avanzato in Europa dal punto di vista del controllo dei bilanci”.



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