MITROKHIN: BRUNETTA A GRASSO, APRIAMO LE MENTI, APRIAMO GLI ARCHIVI
“Illustre presidente Pietro Grasso, comincio con un appello mazziniano: apriamo le menti, apriamo gli archivi! Nessun oscurantismo è ammesso quando c’è da conoscere la nostra storia, e c’è da imparare come lavora il nemico quando vuole impossessarsi della nostra Patria, inquinando la vita politica e l’informazione, corrompendo e spiando. Per cui, caro Presidente, le chiedo pubblicamente e formalmente di consentire, agli studiosi e ai cittadini che ne facciano richiesta, di consultare i documenti accumulati in anni di ricerca nell’ambito della cosiddetta commissione Mitrokhin”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera aperta al presidente del Senato, Pietro Grasso, pubblicata da “Il Tempo”.
“L’occasione dirompente e la grave ragione morale per disseppellire quei reperti l’ha fornita ‘Il Tempo’. Un suo giornalista ha chiesto e ottenuto quello che è normale nei Paesi democratici e che invece – sicuramente con ottime intenzioni – Lei non consente al Senato. Ha domandato di poter attingere, al Churchill Archives Center di Cambridge, alcune pagine originali sulle spie italiane contenute nel Dossier Impedian, vergato dall’ex archivista del Kgb Vasilij Nikitič Mitrokhin, e lì conservato. Chiunque, pagando una modesta cifra, può richiedere fotocopie e farsele spedire alla propria dimora da Cambridge. Perché lei non dà simili disposizioni ai dirigenti degli archivi senatoriali?”.
“In Italia è stato provato su queste pagine che nel 1999 giunsero testi difformi in parti sostanziali da quelli originali (o furono qui manipolati?). Il cosiddetto ‘dossier Mitrokhin’ è infatti giunto in Italia a puntate in lingua inglese, quindi è stato a sua volta tradotto in italiano. La versione originale non è mai stata visionata in Italia”.
“E’ fondamentale concedere quest’opportunità per alimentare un sano e costruttivo confronto, per incrementare e sviluppare le idee che rappresentano il nutrimento della democrazia. La Presidente Boldrini ha manifestato la volontà di rendere pubbliche tutte le comunicazioni ricevute per ciò che riguarda l’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e i relativi lavori della commissione parlamentare e il Presidente Renzi ha disposto la declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna e rapido 904, dando piena applicazione alla legge n.124/2007”.
“Il no, espresso finora ai parlamentari che hanno bussato alla sua porta, non si può più sopportare, specie se affidato a funzionari zelanti e non a una responsabilità politica, che lei deve esercitare per dar modo ai cittadini di essere sovrani e non sudditi, trattati come bambini da proteggere da cattivi esempi. Le rinnovo dunque l’invito. E se non le fosse bastato Mazzini, spero ceda all’implorazione di Goethe: ‘Più luce!’”, conclude Brunetta.


