LEGGE ELETTORALE: BRUNETTA, LA CORDA E’ STATA TIRATA TROPPO

“Berlusconi e Renzi si erano originariamente intesi sul sistema a un turno unico che c’è in Spagna”. Poi “convennero che quel sistema spagnolo forse era troppo bello, troppo maggioritario. O magari non coincideva al cento per cento con la sentenza della Corte di cui il Capo dello Stato si faceva persuasore morale”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”.

Insomma, dallo spagnolo siete approdati all’Italicum… “Cioè a un sistema ibrido, con piccoli collegi di 5-6 candidati ma con distribuzione dei seggi a livello nazionale, recupero dei resti e turno unico. I ‘numeri magici’ del patto stipulato il 18 gennaio erano 5 e 35. A questo punto, sempre su ‘moral suasion’ del Colle, la seconda soglia venne innalzata al 37. E si introdusse il ballottaggio nel caso in cui quel 37 non venga raggiunto. Infine, il 5 di sbarramento scese al 4,5”. L’accordo Renzi-Berlusconi si tradusse nel testo base approvato dalla Commissione affari costituzionali. Prevedeva anche la riforma del bicameralismo perfetto e quella del Titolo V. Parte politica fondante di quel testo era la clausola secondo cui qualunque modifica si sarebbe potuta introdurre solo nel caso in cui entrambi fossero stati d’accordo”.

Peccato che poi la legge sia cambiata di nuovo. “Vero, su richiesta di Renzi, nel frattempo diventato presidente del Consiglio, e dietro pressione di Ncd. E qui s’è registrato il grande senso di responsabilità da parte del presidente Berlusconi e di Forza Italia, che hanno dato via libera a una oggettiva ‘deminutio’ dell’Italicum, accettando di renderlo valido solo per la Camera”.

E qui arriviamo alla rappresentanza di genere. “Non arriviamo da nessuna parte perché, nonostante le legittime pulsioni manifestate da molti parlamentari, né il Pd né Renzi hanno tutt’ora presentato a Berlusconi richiesta di ulteriori modifiche”. Potrebbero ancora farlo. “Potrebbero, certo, ma i tempi sono ormai stretti. E comunque, se noi ritenessimo che la corda è stata troppo tirata, non se ne farebbe nulla. Anzi, Berlusconi potrebbe rivendicare da Renzi la stessa generosità che lui ha dimostrato: lo dico in vista del dibattito che ci sarà a Palazzo Madama… Ma al momento il dato importante è proprio questo: il patto con Renzi è stato finora rispettato da tutti. I cambiamenti sono stati sempre condivisi”.

Dunque il premier non ha mai stracciato i patti? “Assolutamente no. E mi permetta di segnalare che questo accordo con Berlusconi è una delle cose più limpide e nobili prodotte dalla politica italiana negli ultimi decenni”. Beh, dimentica il compromesso storico… “Non fu altrettanto limpido e altrettanto nobile”, conclude Brunetta.

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