LAVORO: BRUNETTA, SENZA CRESCITA NESSUN POSTO DI LAVORO IN PIU’, ALTRO CHE JOBS AC

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Ancora una volta i dati dell’Istat non portano bene al presidente del Consiglio (si fa per dire), Matteo Renzi, e sul mercato del lavoro riportano tutti alla realtà di un’Italia che non cammina.

A maggio 2015, il numero degli occupati, la variabile che il Jobs Act ed i suoi incentivi avrebbero dovuto muovere positivamente, registra un calo di 60mila unità sul mese precedente.

Nello stesso tempo, il tasso di disoccupazione (in Italia al 12,4% a maggio 2015) non diminuisce, così come il numero dei disoccupati, registrando un gap sempre più ampio con le nazioni sviluppate europee, e soprattutto con la Germania che ha oggi un tasso di disoccupazione pari al 4,7 per cento. Il gap dell’economia reale con le nazioni che si espandono in Europa rimane tutto.

Insomma, la ricetta economica del premier sul fronte dell’occupazione sembra non riuscire a produrre effetti. D’altra parte, se l’economia non cresce, se i consumi non aumentano, se la domanda interna non svolge il suo ruolo di traino per l’economia, l’export non può bastare per animare i venti della ripresa. La possibilità che si cada in una zona di bonaccia è altamente probabile.

Il governo Renzi continua a non agire sulla leva fiscale, mantiene la tassazione troppo alta, non offre speranza alle famiglie e alle imprese. E diventa contradditorio su questo terreno. Basta vedere quello che è successo alla delega fiscale e, all’interno di questa, al tema della riforma del catasto e della tassazione degli immobili. Un bel pasticcio, legato all’evidente risultato che si stava determinando di innalzamento della pressione fiscale, come Forza Italia aveva denunciato da tempo.

Senza crescita, nessun posto di lavoro in più, Jobs Act o non Jobs Act. L’occupazione è una variabile derivata. Al premier Renzi, che ambisce a fare il professore, illustriamo questa prima regola fondamentale dell’economia. Stupisce che non riescano a spiegargliela il poderoso circolo di economisti e finanzieri di cui ormai Palazzo Chigi è pieno. Ma noi qui al gruppo di Forza Italia siamo sempre aperti per lezioni ed illustrazioni di slides…”.

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