L.STABILITA’: BRUNETTA, SERVIRA’ MANOVRA CORRETTIVA, ADESSO LO DICE ANCHE UE
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Avevamo detto in Parlamento e all’opinione pubblica fin dal mese di ottobre che l’Ue avrebbe bocciato la Legge di stabilità di Renzi e sarebbe stata inevitabile una manovra correttiva in primavera. Siamo rimasti inascoltati, anzi trattati come gufi. Oggi interviene il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, e fa le stesse critiche a Renzi. Gufo anche lui?
Con arroganza il premier e Padoan hanno tirato dritto, portando l’Italia verso il baratro. La congiuntura economica italiana e internazionale sta peggiorando. In tempi non sospetti avevamo detto che la crescita nominale nel 2015 e nel 2016 non sarebbe stata quella prevista dal governo, ma molto più bassa di quell’1,2% e 2,6% su cui son stati costruiti i documenti di finanza pubblica; e che in questo contesto non si poteva fare una Legge di stabilità tutta in deficit e in debito.
Metà della manovra di Renzi si basa su margini di flessibilità su cui l’Europa non si è ancora espressa. Anzi, fino ad ora le prese di posizione di diversi esponenti della Commissione e del Consiglio Ue vanno in direzione diametralmente opposta rispetto agli auspici del premier italiano.
Sulla ‘Clausola delle riforme’, ci sono almeno tre motivi ostativi: 1) il governo ne ha già fatto ricorso lo scorso anno, quando, proprio con questa giustificazione, il rapporto deficit/Pil relativo al 2016 fu aumentato dall’1,4% inizialmente previsto all’1,8% finale; 2) il governo non può chiedere per due volte consecutive margini di flessibilità riferiti alle medesime riforme: se non è riuscito ad attuarle, o se gli effetti sperati non si sono ancora realizzati, non ha alcun diritto a chiedere ulteriori deroghe; 3) non ricorrono quest’anno le ‘circostanze eccezionali’, vale a dire crescita negativa del Pil e dell’inflazione, cui ci si era appellati un anno fa.
Sulla ‘Clausola degli investimenti’, ci sono almeno altri due motivi ostativi: 1) il Fiscal compact impone che il paese che ne fa ricorso abbia un andamento discendente del debito pubblico: condizione non rispettata dall’Italia, dove il debito continua a crescere, checché ne dicano Renzi e Padoan, con le loro previsioni; 2) il ricorso a tale clausola è legato al cofinanziamento di fondi strutturali europei già stanziati. Ma se, come spesso accade in Italia, a causa di ritardi di qualsiasi tipo, gli investimenti non vengono effettuati, o slittano all’anno successivo, viene meno per il governo la possibilità di usufruire della flessibilità europea.
Quanto, infine, all’emergenza immigrazione, anch’essa citata dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, nessuna decisione circa la possibilità di concedere maggiore flessibilità ai paesi che più soffrono gli sbarchi è stata presa a livello Ue.
Oggi l’Unione europea non fa altro che validare le nostre critiche: ci dà ragione e dimostra l’irresponsabilità di Renzi, del suo governo e di tutta la maggioranza. Irresponsabili, come tali sono stati i poteri forti che, pur avendo le nostre stesse informazioni, non hanno aperto bocca e non hanno denunciato l’azzardo del presidente del Consiglio (si fa per dire). E adesso saranno problemi per tutti. La manovra correttiva che noi abbiamo paventato per primi diventa inevitabile in primavera”.


