L.ELETTORALE: BRUNETTA, SI FACCIA IN PARLAMENTO DOPO SENTENZA CONSULTA
“Domani, alla riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali della Camera, vedremo se il Partito democratico vorrà accelerare sulla legge elettorale. Le cronache, oggi, dicono di no; vedremo cosa diranno le cronache domani”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Per parte nostra non abbiamo cambiato posizione riguardo alla legge elettorale: noi diciamo di attendere responsabilmente e istituzionalmente la sentenza della Corte costituzionale del 24 gennaio e la relativa motivazione. Dopo la sentenza della Consulta il Parlamento, autonomamente, dovrà legiferare per quanto riguarda la nuova legge elettorale – come ha detto il presidente della Repubblica con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, in maniera paritetica, aggiungo io, dopo gli esiti, infausti per Renzi, del referendum costituzionale. E dopo si vada al voto: o in maniera anticipata rispetto a febbraio 2018 o a scadenza naturale della legislatura.
L’importante è che ci sia il passaggio parlamentare, solo parlamentare, per quanto riguarda la nuova legge elettorale dopo la sentenza della Consulta del 24 gennaio. Accelerazioni non solo sarebbero inutili, ma sarebbero anche costituzionalmente inaccettabili. Questa è la posizione di Forza Italia.
Per quanto riguarda il merito, Forza Italia è per un sistema a base fortemente proporzionale con un premio di governabilità, perché non solo dobbiamo rappresentare i cittadini che votano ma dobbiamo anche avere un sistema capace, poi, di governare. Un sistema a forte base proporzionale che ci restituisca il prossimo Parlamento come un Parlamento costituente, e cioè che abbia la forza e la capacità di rappresentanza di modificare, nel senso di una migliore efficienza, la Costituzione. Questa è la posizione di Forza Italia. Ci saranno delle riunioni nei prossimi giorni dentro il partito e all’interno del centrodestra per preparare il nostro posizionamento in vista del lavoro della Commissione Affari costituzionali, dopo il 24 gennaio”.



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