L.ELETTORALE: BRUNETTA, SE PD INSISTE CON MATTARELLUM CI SARA’ CONTINUO NULLA DI FATTO
“Il Partito democratico ha prodotto questa impasse sulla legge elettorale, perché c’è una delibera dell’assemblea del Pd, dopo il referendum costituzionale del dicembre scorso, che aveva indicato il Mattarellum come modello della nuova legge elettorale. Salvo che parte del Pd stesso e tutte le altre forze politiche, o parte di queste, non sono d’accordo per il Mattarellum. Né alla Camera, ma soprattutto al Senato. Quindi, se il Pd insiste ancora con il Mattarellum ci sarà un continuo nulla di fatto, perché il provvedimento non andrà avanti né alla Camera, né tantomeno al Senato, qualora qui fosse approvato. Contravvenendo quella indicazione di buon senso che aveva dato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la nuova legge elettorale fosse approvata con un’ampia maggioranza e il consenso di tutti”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa del gruppo azzurro in merito al provvedimento sulle toghe in politica.
“Allora, cosa deve fare il Pd? Deve darsi una regolata. O insiste egemonicamente con il Mattarellum, di fatto bloccando tutto e consegnando per le prossime elezioni due leggi elettorali non figlie del Parlamento, ma di sentenze della Corte Costituzionale; oppure cambia linea, abbandona il Mattarellum, e si trovi un accordo con tutte le altre forze politiche tanto alla Camera, quanto al Senato.
L’auspicio di ieri, in Capigruppo, che è stato da me proposto e ampiamente approvato, è di arrivare comunque a una legge elettorale prima della pausa estiva, proprio per la dignità del Parlamento. Tutto adesso è nelle mani del Pd che probabilmente fino alla celebrazione del suo congresso di fine aprile non deciderà assolutamente nulla. E gli italiani sappiano che la legge elettorale è ostaggio delle primarie del Pd.
Speriamo che dopo le primarie dentro il Pd si faccia chiarezza e decida cosa fare: se non volere nessuna legge condivisa in ambito parlamentare, oppure se accedere a un compromesso con ampia condivisione come ha chiesto il presidente della Repubblica”.


