L.ELETTORALE: BRUNETTA, ITALIA E’ TRIPOLARE, SERVE MODELLO ‘TEDESCO’, CAV LEADER CDX
“Lei sta parlando con uno dei principali fautori del centrodestra unito di governo, e francamente non avevo bisogno di questi dati positivi per continuare a credere che questa sia la strada da percorrere. Ma a livello nazionale il Movimento di Grillo è ancora molto forte e in un sistema tripolare o quadripolare come quello italiano non si può, a mio avviso, concorrere con un maggioritario che rischia di mettere a repentaglio la rappresentatività non garantendo comunque la governabilità”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Dubbio”.
“Credo che il modello tedesco, un modello proporzionale e con una soglia di sbarramento ragionevolmente alta, sia al momento quello più adatto allo scenario nel quale ci troviamo. Certamente, come ho detto in più d’una occasione, con questo schema i partiti del centrodestra si presenterebbero divisi per poi governare uniti. Un centrodestra plurale, con Forza Italia perno della nostra area politica e con il nostro presidente Silvio Berlusconi leader e protagonista”.
“La battuta d’arresto sulla riforma della legge elettorale deve essere utilizzata come occasione di ripartenza da chi, come Forza Italia, credeva e crede nella ricerca della massima condivisione per scrivere insieme le regole del gioco. Ma noi non molliamo, siamo convinti che si debba dare al Paese un sistema di voto equilibrato e in grado di garantire rappresentanza e governabilità.
Stiamo lavorando, con grande senso di responsabilità, ad un nuovo testo, in linea con il ‘tedesco’. L’obiettivo è quello di riprendere il confronto, e di allargare – oltre a Forza Italia, Pd, Lega e M5s – l’area delle forze politiche che possano sostenere in Parlamento una riforma divenuta ormai indispensabile”.
“Non ho mai avuto la fregola del voto anticipato, come invece sembrava avere Renzi. Allo stesso tempo credo che nella maggior parte dei casi, quando la pistola è carica poco dopo sia destinata a sparare. Ma a questo punto difficilmente avremo una pistola, una buona legge elettorale, che possa sparare già a settembre. Penso che le Camere debbano lavorare con serietà ad un nuovo sistema di voto, ma che ormai la legislatura arriverà alla sua scadenza naturale, nel 2018. La parola finale spetterà, comunque, come da Costituzione, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.


