ISTAT: BRUNETTA, BRUTTE NOTIZIE, FRUTTI AVVELENATI DELLA POLITICA DEI BONUS
“Brutte notizie dall’Istat: a maggio 2017 peggiorano il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese. Gli indici passano rispettivamente da 107,4 a 105,4 e da 106,8 a 106,2. È la prima volta che entrambi sono in diminuzione da nove mesi, a partire dallo scorso agosto. Dati estremamente negativi, i frutti avvelenati della politica dei bonus e della gestione economica del ministro Padoan”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo e i giudizi sulla situazione economica rimangono stabili. Per le imprese, c’è una riduzione della fiducia del settore manifatturiero (da 107,7 a 106,9) e nei servizi (da 107,2 a 105,5).
Nelle costruzioni l’indice rimane sostanzialmente stabile (da 128 a 128,1) e nel commercio al dettaglio registra un incremento passando da 110,8 a 111,1. Per le famiglie il clima economico e il clima personale passano rispettivamente da 125 a 124,7 e da 101,5 a 100,2, mentre il clima futuro diminuisce da 110,1 a 108,1 e quello corrente passa da 105,6 a 105,2.
Le aspettative sulla situazione economica del Paese peggiorano e continuano ad aumentare, per il secondo mese consecutivo, le aspettative sulla disoccupazione. Tra i settori di attività economica, nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione mentre il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce. Nelle costruzioni, i giudizi sugli ordini mostrano un lieve calo mentre le aspettative sull’occupazione migliorano. Nei servizi, tutte e tre le componenti del clima volgono al brutto: il saldo sia dei giudizi sia delle aspettative sul livello degli ordini diminuisce così come i giudizi sull’andamento degli affari.
Nel commercio al dettaglio, infine, l’Istat registra un aumento del saldo dei giudizi sulle vendite correnti mentre le attese sulle vendite future sono in lieve diminuzione e le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo”, conclude Brunetta.


