ISTAT: BRUNETTA, AUMENTA SCORAGGIAMENTO, ALTRO CHE EFFETTO JOBS ACT
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Al contrario di quanto va dicendo il presidente del Consiglio, i dati dell’Istat di oggi sul mercato del lavoro raffreddano gli entusiasmi sul Jobs Act e sulle riforme del governo Renzi.
Il dato che certamente fa rumore sembra essere quello della disoccupazione, al di sotto del 12 per cento, e il calo dei disoccupati, sia pure in maniera limitata (-35mila). Per quanto la forbice con l’Europa si riduca un poco, le distanze con i paesi che hanno i migliori mercati del lavoro rimangono tuttavia significative. E già così ci sarebbe poco di cui essere allegri.
Purtroppo per Renzi, però, le ombre di questo mese testimoniano anche che la prudenza sui dati non è mai troppa, e che l’euforia sulla fine della crisi è bene domarla.
Infatti, il calo dei disoccupati si accompagna ad un aumento degli inattivi, un classico fenomeno del mercato del lavoro chiamato scoraggiamento, e che proprio nel mese di settembre potrebbe essere molto preoccupante per il futuro andamento del mercato del lavoro.
Il numero degli occupati diminuisce (-36mila) interrompendo la cavalcata estiva di crescita e quindi mettendo in dubbio la strutturalità dell’innalzamento del tasso di occupazione, forse trainato solo da fenomeni congiunturali e stagionali.
Il dato evidenzia poi un crollo in questi mesi del lavoro autonomo, anche qui un segnale non certo rassicurante per il tessuto sociale del Paese.
Il numero degli occupati a tempo indeterminato diminuisce (-21mila) e in tutto il trimestre sono solo 28mila gli occupati a tempo indeterminato in più. Altro che effetto degli sgravi contributivi e del Jobs act.
Se guardiamo la disoccupazione, infine, in 12 mesi essa è calata di solo 1 punto percentuale.
Un quadro di dati che non giustifica proprio il cinguettio del governo, e pone seri dubbi sull’efficacia delle politiche nel momento in cui si discutono le scelte per il prossimo anno. Non vorremmo che si facessero raggiri anche sul mercato del lavoro”.



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