INPS: BRUNETTA, PROPOSTA BOERI SU 55-65ENNI? SAREBBE NUOVA INFORNATA PREPENSIONAMENTI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Forse il prof. Tito Boeri è convinto che l’Inps sia una sorta di ‘LaVoce.info’ soltanto un po’ più grande. Invece, non è stato chiamato a presiedere un centro studi, ma uno degli enti previdenziali che è tra i più grandi ed importanti in Europa e nel mondo.

Ciò premesso, non si capisce per quale motivo – altro uomo solo al comando – si prenda la briga di proporre dei radicali cambiamenti di quelle leggi che avrebbe il dovere di applicare e che assicurano stabilità al sistema pensionistico, nonostante gli effetti destabilizzanti determinati dalla crisi sul quadro macroeconomico su cui, alla fine degli anni ‘90, si erano costruite le previsioni di sostenibilità.

Nelle sue recenti interviste, il presidente Boeri è stato piuttosto vago e non ha esplicitato fino in fondo la sua idea di ricalcolare con il metodo contributivo le pensioni più elevate. Troveremmo piuttosto singolare e non giustificato da nessun ragionamento di equità applicare retroattivamente un diverso sistema di calcolo su di un trattamento a suo tempo liquidato in modo conforme alle leggi vigenti.

Tanto più che un’operazione siffatta sarebbe macchinosa ed impraticabile (per la mancanza di dati) nel comparto delle amministrazioni statali, oltre che inutile, essendo operante per un triennio un contributo di solidarietà molto elevato e modulato per le fasce di pensione superiori a novanta mila euro.

Esiste una giurisprudenza costituzionale consolidata che ammette l’istituzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni, se esso corrisponde a criteri di ragionevolezza e di temporaneità. Nella proposta di Boeri si tratterebbe invece di una misura di carattere strutturale. Inoltre, nel confronto tra i due sistemi vi sono delle differenze che, in taluni casi, rendono più conveniente (si pensi soltanto al caso che nel retributivo vi è il plafond dei 40 anni di contribuzione, inesistente nel contributivo) il calcolo contributivo rispetto al retributivo.

Per quanto riguarda gli effetti ‘premiali’ di quest’ultimo sistema, essi non si limitano soltanto alle pensioni medio-alte, ma a tutti i trattamenti. Non avrebbe perciò senso compiere un’operazione punitiva del ceto medio, di coloro che hanno avuto una carriera dinamica (il che non è una colpa), che già sono sottoposti ad una tassazione progressiva in aggiunta a ricorrenti forme di prelievo solidaristico.

È poi inaccettabile che i beneficiari della proposta siano i cd. esodati, per i quali sono state previste ben sei sanatorie coperte da risorse stanziate più volte e risultate superiori al fabbisogno. In realtà quando Boeri parla delle coorti comprese tra i 55 e 65 anni, finisce per portare l’Inps a farsi carico di una nuova infornata di prepensionamenti, in barba a quanto il governo intende compiere in materia di politiche attive”.

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