IMU-BANKITALIA: BRUNETTA, LETTA-SACCOMANNI ADEGUATI A SVOLGERE RUOLO COSI’ IMPORTANTE?

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Governo al capolinea. Entro domani deve essere convertito in Legge il decreto ‘Imu-Banca d’Italia’, ma i lavori in Aula alla Camera non sono ancora terminati e il voto finale tarda a venire.

Per non far scadere il provvedimento, su cui il governo, già in difficoltà, ha posto la questione di fiducia la settimana scorsa, è inevitabile, quindi, ricorrere alla ‘tagliola’. La presidente della Camera, cioè, dovrebbe portare il decreto al voto finale per garantirne la conversione in Legge, anche se in Aula non si è conclusa la discussione sugli ordini del giorno. Quello che sta accadendo oggi su Imu e Banca d’Italia è il risultato dell’ennesimo pasticcio del governo, che, come un dilettante qualsiasi, ha voluto mettere assieme due provvedimenti che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.

Sul primo punto, quello dell’Imu, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si era impegnato il 29 aprile 2013, in occasione del discorso con cui ha chiesto la sua prima fiducia alle Camere, a portare a termine entro l’anno (2013) una riforma complessiva del sistema della tassazione degli immobili in Italia. Così non è stato, e sull’Imu l’esecutivo ha preferito procedere per “spizzichi e bocconi”, abolendo prima la prima rata e poi la seconda, facendo giravolte furbesche sulle coperture, fino a scoprire di aver sbagliato i conti e a dover chiedere agli italiani di pagare, a gennaio 2014, qualche strascico di Imu 2013, la nota Mini-Imu.

Con riferimento a Banca d’Italia, per quanto la proposta fosse venuta da Forza Italia, allora Popolo della Libertà, già a luglio 2013, il governo ha preferito agire in maniera autoreferenziale, senza spiegare con sufficienza di particolari, né al Parlamento italiano né alla Banca Centrale Europea, il metodo utilizzato per il calcolo del valore delle quote di partecipazione al capitale della nostra banca centrale. Così come, a causa del modo di operare del governo, sono venuti meno i 3 motivi fondamentali per cui il decreto nasceva: permettere alle banche italiane di rafforzare i propri bilanci in vista degli stress test della Bce; riaprire i rubinetti del credito a famiglie e imprese; consentire allo Stato di conseguire vantaggi in termini di gettito.

Tanto sull’Imu quanto su Banca d’Italia il governo ha perso l’ennesima occasione di lavorare bene per il bene del paese. In 9 mesi di attività, l’unico risultato che l’esecutivo è riuscito ad ottenere è confusione e incertezza, per le famiglie che non consumano più e per le imprese che non investono. Non si lamentino poi, il presidente Letta e il ministro Saccomanni, se la disoccupazione continua ad aumentare. Hanno il futuro del paese nelle loro mani, ma se lo lasciano sfuggire. Per entrambi, bisognerebbe cominciare a riflettere se siano adeguati a svolgere un ruolo così importante”.

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