ILVA: BRUNETTA, E’ UN ESPROPRIO, TROPPI POTERI A BONDI
“Il commissariamento dell’Ilva, così come delineato dal decreto del governo, presenta forti dubbi di costituzionalità in quanto rischia di portare all’espropriazione dell’impresa. Si tratta di un precedente grave che può produrre effetti non voluti. Per quanto a fin di bene, la normativa va corretta in Parlamento”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Corriere della Sera”.
“Il meccanismo – sottolinea l’ex ministro – ha per presupposto violazioni dell’Aia che, allo stato, sono solo ipotesi di reato, addirittura non formalizzate come tali nemmeno dagli organi di controllo. In questo modo si crea un precedente grave in base al quale la sola osservazione di ritenuta inadempienza alle prescrizioni Aia o di altre norme ambientali, da parte di autorità competenti, è sufficiente a far scattare la facoltà di totale commissariamento da parte del Consiglio dei ministri. Le auto inquinano e uccidono? Un giudice ne potrà vietare la messa in circolazione”.
“C’è un’altra conseguenza grave di tipo economico che vorrei segnalare: la norma è di carattere generale dunque si applica a tutti gli stabilimenti che abbiano prodotto interventi dell’autorità competente. Quindi a centinaia di situazioni. Chi mai verrà a investire con una spada di Damocle come questa sulla testa?”.
“Con tutta la stima per Bondi – continua il presidente dei deputati del Pdl – non condivido l’onnipotenza del commissario. Prima di tutto la durata del suo incarico, 36 mesi, sia pure illusoriamente spezzettata in tranches da 12 mesi, è sicuramente eccessiva e ingiustificata. Meglio sarebbe una durata secca di dodici mesi, rinnovabili per una sola volta, verificata l’efficacia dell’azione realizzata dal commissario”.
“Cosa farà il Pdl? Spero che nel dibattito parlamentare possano essere apportati i correttivi opportuni. A volte la fretta è una cattiva consigliera”, conclude Brunetta.


