GOVERNO: BRUNETTA, SU PROPOSTE MINISTRI TECNICI VIGILI CABINA DI REGIA POLITICA

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:

“Apprendiamo dall’intervista di questa mattina su ‘l’Unità’ che il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini, intende ‘fare del reddito di inclusione uno strumento universalistico di inclusione sociale, a condizione che le persone che lo ricevono mandino i figli a scuola, cerchino attivamente lavoro, ecc.’. Vorremmo sapere dal ministro dove ha trovato il riferimento al cosiddetto ‘reddito di inclusione’ nelle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio, Enrico Letta, su cui il governo ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile 2013.

Vorremmo chiedere, altresì, al ministro tecnico Giovannini se intende portare in cabina di regia governo-maggioranza la sua proposta sul ‘reddito di inclusione’, onde valutarla, specie in ragione dei costi che produce. E se il ministro tecnico dell’Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, e i tecnici del suo staff e del Mef, solitamente attenti alle coperture, siano stati investiti dell’analisi di impatto di tale iniziativa sui conti pubblici. Ricordiamo, infine, che il ‘reddito di inclusione’, così come il reddito di inserimento o il reddito di cittadinanza, rischia di essere un imbroglio, che rende permanente il welfare clientelare, con tre effetti negativi sul nostro mercato del lavoro.

Primo: si tratta di meccanismi spaventosamente costosi e incrementali. Una volta che si è iniziato, per chi li percepisce quei soldi sono come una droga e non si può più tornare indietro. Il fenomeno così cresce e la spesa si cumula con l’invecchiare delle coorti generazionali.

Secondo effetto: diminuisce il tasso di occupazione. Chi mai accetterà un contratto a termine o part-time, chiamiamolo pure precario, a 600 o 700 euro, quando grazie al ‘reddito di inclusione’ può avere una somma equivalente senza fare niente, e magari integrarla lavorando in nero?

Da qui il terzo effetto: aumenta il salario minimo al quale una normale forza lavoro è disposta a prendere un impiego atipico. Questo, per essere accettato, deve avere infatti una soglia di salario molto più alta del ‘reddito di inclusione’.

Morale: ‘reddito di inclusione’, di inserimento, di cittadinanza e simili distruggono capitale umano. Alla cabina di regia di maggioranza il compito di valutare preliminarmente e approfonditamente, facendo bene i conti, ogni iniziativa in tal senso, soprattutto se proposta dai ministri tecnici di questo governo”.

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