GOVERNO: BRUNETTA, GLI 80 EURO IN PIU’ AL MESE? NON LI PAGHINO I PENSIONATI
“Più passa il tempo e più la bolla delle slide, delle promesse, delle dichiarazioni roboanti, del mantra degli impegni annunciati dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tende a sgonfiarsi”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Tra tutte le misure presentate da Renzi all’inizio di marzo, quella che preoccupa di più è il taglio dell’Irpef. Per mantenere questa promessa, servono 837 milioni di euro al mese. E servono da subito. Da maggio. Altrimenti si creerà un buco mensile di pari importo nella casse dello Stato”.
“L’unica possibilità che ha il presidente del Consiglio sembra essere quella di compensare il minor gettito di 837 milioni di euro al mese con minori uscite di pari importo. Quali sono? Gli stipendi dei dipendenti pubblici (che ammontano complessivamente a 162 miliardi di euro l’anno) o le pensioni (263 miliardi di euro l’anno), pubbliche e private. L’intervento sulle pensioni può avvenire sotto forma di entità dell’assegno vitalizio, che viene violentemente ridotto; oppure via perequazione, bloccando l’adeguamento degli assegni pensionistici all’inflazione. Una sorta di contributo di solidarietà, che altro non è che una tassa camuffata. Per fare ciò, il governo dovrà calibrare la percentuale di riduzione degli stipendi dei dipendenti della Pa e delle pensioni, la percentuale di blocco della rivalutazione di queste ultime o il mix tra le 3 misure. Tuttavia, se prendiamo come base le slide del commissario per la Spending review, Carlo Cottarelli, dall’insieme di queste misure nel 2014 non si arriva ad ottenere più di 2 miliardi. Non bastano”.
“Una truffa. O un imbroglio, che dir si voglia. Perché significa togliere a 20 milioni di pensionati (pensioni minime incluse) e a 3,5 milioni di dipendenti pubblici per dare 80 euro al mese a 10 milioni di lavoratori attivi dipendenti. Un’operazione tutta politica di redistribuzione del reddito, con effetti macroeconomici inconsistenti, se non negativi, anche ad occhio nudo (aumenta la propensione al consumo di 10 milioni di italiani, ma si riduce quella di quasi 25 milioni), e con effetti esplosivi in termini di equità sociale. Oltre ai risvolti giuridici, di non aderenza al dettato costituzionale, che una norma del genere evidentemente presenta”.
“Forza Renzi, fai pure. Ma ricorda che le finalità delle tue promesse hanno un sapore elettoralistico che non è sfuggito ai tecnici di Bruxelles. Questi, infatti, non hanno molto gradito la tua performance nella capitale belga. Discorsi, i tuoi, che erano, fatto inusuale, più rivolti al potenziale elettorato italiano, che non a mettere realmente in moto quel processo di riforma delle istituzioni comunitarie, che pure sarebbe indispensabile”, conclude Brunetta.


