GOVERNO: BRUNETTA, E SE RENZI AVESSE FATTO QUESTO PER FARE LUI NOMINE ENI, ENEL E BANCHE?
“Sono stato violentemente colpito dal modo con cui è stato esautorato Enrico Letta, al quale io facevo opposizione, che però è una persona degnissima, che meritava un altro trattamento da parte del suo stesso partito”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da “Radio Anch’io”, su Radio Uno.
“Sono stato durissimamente colpito istituzionalmente dal fatto che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha consentito un passaggio alle Camere affinché si spiegasse agli italiani cos’era successo. Non è accettabile che all’interno di un comitato centrale, di una direzione di un partito del 25%, che ha vinto le elezioni per uno 0,37%, si faccia e disfaccia il governo della Repubblica, senza dare una sola spiegazione di motivazione, dei contenuti, del perché”.
“Anche perché faccio cattivi pensieri. Che tutto questo sia dovuto a una opzione di potere? Che c’erano delle nomine da fare, Eni, Enel, banche, e che il Pd, Renzi, abbia voluto fare queste nomine in casa, piuttosto che farle fare all’uscente Letta? Di queste cose una Repubblica forte non dovrebbe avere paura, e un presidente del Consiglio nuovo incaricato non dovrebbe avere paura”.
“Invece qualcuno ha avuto paura di raccontarle al Paese, io le racconto perché sono le mie impressioni, le mie riflessioni e le mie preoccupazioni rispetto a una fase opaca della storia della nostra Repubblica. E su questo il Colle, il Quirinale, ha una grande responsabilità, cioè di non avere reso trasparente questa fase difficile della storia della nostra Repubblica, e questa è una grave responsabilità del Quirinale”, conclude Brunetta.


