GOVERNO: BRUNETTA, DECRETO IRPEF ABBIA COPERTURE CERTE, O RISCHIO PER I CONTI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Dopo tanto insistere da parte nostra, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si è deciso, seppur tardivamente, ad informare la Commissione europea che il governo era intenzionato a ritardare di un anno il pareggio di bilancio.
Altro che tempesta in un bicchier d’acqua, come ha cercato di sminuire l’intera vicenda. La nostra era una richiesta conforme all’articolo 6 della legge 243 del 2012. Quella, tanto per intenderci, che fa esplicito riferimento al principio costituzionale del nuovo articolo 81 e che per essere modificata richiede una procedura parlamentare aggravata.
La Commissione europea si è riservata di giudicare il tutto all’inizio di giugno, secondo le nuove regole sulla vigilanza degli squilibri economici e finanziari. Il rischio che l’Italia, per altro già avvisata solo qualche mese fa, non passi l’esame è più che evidente.
Proprio per non aggravare una situazione, che porterebbe direttamente ad una nuova procedura d’infrazione, è necessario un rigore assoluto nell’individuazione delle coperture finanziarie che dovrebbero garantire il limitato sgravio fiscale. Guai a dare l’impressione che l’Italia abbia deciso ormai di alimentare un ciclo elettorale, solo per finalità interne. Come avverrebbe inevitabilmente se al mancato rigore iniziale si sommasse poi una volontà parlamentare coerente con quell’errato presupposto.
L’esperienza insegna che ad una proposta iniziale poco attenta ai profili finanziari, il Parlamento ha sempre reagito rincarando la dose. Avvisaglie in questo senso si sono già viste in Senato, dove la decisione di rinviare di un anno il pareggio di bilancio è passata solo grazie ad una maggioranza diversa, che ha incluso anche Sel e spiazzato Ncd.
Una deriva che potrebbe subire una pericolosa accelerazione proprio all’indomani della presentazione del decreto legge accentuando la sensazione, presso le altre Cancellerie europee, di una situazione politica ormai allo sbando. Il peggior viatico che si possa immaginare in vista degli esami di primavera”.


