GOVERNO: BRUNETTA, DA NOI PROPOSTA SERIA, DA EPIFANI RICHIESTA IRRESPONSABILE
“Fin dal primo giorno dopo un voto che ha sancito una sostanziale parità tra le due maggiori coalizioni abbiamo sostenuto la grande coalizione, ma siamo stati inascoltati. Fallito il tentativo di Bersani, si è dovuto procedere in fretta e furia a formare il governo, senza una programmazione puntuale”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Piccolo”.
“Ha prevalso – sottolinea l’ex ministro – la logica dell’emergenza e ci si è accontentati, chiamando ancora una volta una componente di tecnici, di una prospettiva lunga non oltre i 18 mesi. Una responsabilità, quella del Pdl, che ci vede lavorare lealmente su Imu, Iva, decreto del ‘Fare’, avvio della riforma costituzionale. Ma la nostra presenza nel governo è inferiore ai voti conseguiti”.
“Risolto il caso kazako con il voto contrario del Senato alla mozione di sfiducia nei confronti del vicepresidente Alfano, il segretario del Pd se ne esce con la proposta del tagliando e del rimpasto. Dopo le polemiche dei giorni precedenti, ci è parsa una richiesta non amichevole, inutile, quasi irresponsabile. In risposta il Pdl, per mio tramite, indica la strada seria e responsabile di un patto di legislatura che superi il traguardo dei 18 mesi e porti il governo al 2018 con un programma condiviso e ambizioso”.
“Dopo patto e programma, il rafforzamento del governo – continua – risolverebbe l’urgenza di pari dignità tra i due maggiori partiti della coalizione. Se qualche democratico non digerisce la controproposta, pensi a chi ha iniziato il gioco del tagliando. La polemiche del Pd non sono null’altro che una puntura di spillo rispetto alla nostra politica, che ha obiettivi di ben più ampia portata. L’Eurozona va male, siamo alla recessione, il governatore Visco ci dice che il vero male dell’Italia è l’incertezza politica. Mi pare dunque che il nostro atteggiamento sia di grande coerenza e serietà rispetto a chi preferisce prospettive brevi e rimpastini”, conclude Brunetta.


