GIUSTIZIA: BRUNETTA, SI’ A PROGETTO COLLE PER METTERE FINE A 20 ANNI DI LOTTA

“Ex malo bonum. Il presidente Berlusconi non avrebbe potuto indicare meglio la bussola per queste ore così concitate. Una lezione di equilibrio e speranza. Soprattutto di fronte all’arido e disperato cinismo dei tanti talebani assetati di sangue che esultano per la condanna”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.

“La questione giustizia esiste in Italia a prescindere da Berlusconi. Ma l’accanimento ventennale nei suoi confronti è la punta di un iceberg che tutti conoscono. Per questo la sua battaglia ha un significato politico ben più importante del fatto che egli guida un partito sostenuto da milioni di persone. Per questo la questione della giustizia rappresenta la pietra d’inciampo di ogni tentativo di pacificazione nazionale e di ogni rinascita del paese”.

“Il programma iniziale di questa maggioranza prevedeva una riforma delle istituzioni che rafforzasse il potere politico, per poi procedere con una rinnovata autorevolezza alla riforma della giustizia. Forse è stato un errore separare il percorso delle riforme istituzionali dalla riforma della giustizia. Ma nulla vieta che attraverso un binario parallelo si possa intervenire”.

“Cosa fare dunque? Come trarre ex malo bonum? Come cittadino, ciascuno di noi, ha certamente a disposizione le possibilità offerte dall’iniziativa radicale di referendum abrogativi su vari profili della mala giustizia. Ma serve un’iniziativa anche della politica. Un’assunzione di responsabilità. E questa iniziativa, ancora una volta, ce l’ha indicata il Capo dello Stato. Allorché, con le dichiarazioni a seguito della sentenza della Cassazione, ha evocato il lavoro dei saggi da lui incaricati nell’aprile scorso per studiare i termini di una riforma dello Stato e della giustizia. Il presidente Napolitano ha ragione, le proposte dei saggi sono un ottimo punto di partenza. Sono il viatico per l’inizio di quella pacificazione di cui l’Italia ha bisogno e di cui il presidente si è fatto garante all’inizio del proprio secondo mandato”.

“Piuttosto che reagire scompostamente con dichiarazioni provocatorie che hanno l’unico effetto di confermare le difficoltà interne, i leader del Pd dovrebbero prendere sul serio le dichiarazioni del presidente della Repubblica. Diamo veste normativa alle proposte dei saggi. Ripristiniamo l’equilibrio costituzionale. Chiudiamo questi vent’anni di guerra ideologica. Ex malo bonum. L’alternativa è continuare con un logoramento che finirà per travolgere tutti, minare la stabilità del governo del paese, nel momento in cui più grande è il bisogno di stabilità per raccogliere le opportunità offerte dalla timida ripresa”.

“Un’opportunità è offerta già dalle prossime ore. La giunta per le elezioni del Senato è chiamata a pronunziarsi sulla decadenza di Berlusconi a seguito della condanna e in applicazione della legge Severino-Monti. Ma quella legge, come messo in luce anche dalla dottrina, presenta forti dubbi di costituzionalità. Perché si tratterebbe di applicare la sanzione dell’ineleggibilità a fatti precedenti all’entrata in vigore della legge. Un’applicazione retroattiva di una legge sugli effetti di una condanna penale. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo lo vieta. E la Costituzione italiana impone che quella convenzione sia rispettata. Evitiamo una guerra per bande anche su questo punto. Dimostriamo tutti senso di responsabilità. Cogliamo l’occasione: ex malo, bonum”, conclude Brunetta.

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