FISCO: BRUNETTA, RIDURRE CUNEO CON TAGLI ALLA CATTIVA SPESA PUBBLICA

“Ridurre l’Irpef, cioè ridurre le tasse sul lavoro e quindi dare più soldi in busta paga ai lavoratori, o ridurre le tasse sulle imprese, cioè ridurre l’Irap dal punto di vista macroeconomico, è assolutamente equivalente, è assolutamente neutrale”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a “Radio Anch’io”, su Radio Uno.

“Quello che conta – sottolinea l’ex ministro – è ridurre la pressione fiscale. Naturalmente se lo si fa sui salari, vuol dire più consumi, quindi vuol dire più domanda, quindi vuol dire più occupazione per via consumi. Se lo si fa sulle imprese vuol dire più produttività, più occupazione, perché imprese più produttive assumono di più, vuol dire più reddito prodotto dalle imprese. Dal punto di vista globale è assolutamente neutrale e equivalente”.

“Il vero problema non è questo: è con quali soldi si fa questa riduzione o sui salari o sull’Irap. Perché se questa riduzione la si finanzia con altre tasse è un imbroglio, perché se io riduco le tasse aumentando le tasse, è un imbroglio. Se invece io riduco le tasse tagliando la cattiva spesa pubblica corrente, cioè tagliando gli sprechi, tagliando gli abusi, tagliando i comportamenti inefficienti, allora ci siamo”.

“Tagliando anche, per esempio, finanziamenti troppo generosi nei confronti del sindacato. Diciamola ancora una volta, io l’ho detta tante volte nel passato: i sindacati che fanno la voce grossa sulla casta, sulla politica, non l’hanno mai fatta su loro stessi e tutti noi sappiamo che questo è, che questo è vero anche se si dice poco. Per cui il vero problema oggi non è se ha ragione Squinzi o la Camusso, o se ha ragione Renzi o ha ragione Squinzi”.

“Il problema è: questi soldi, dicono 10 miliardi di taglio che va benissimo, come vengono finanziati? Perché se aumento le tasse sul risparmio è una tragedia, se aumento le tasse su altri cespiti, sulla casa, è un’altra tragedia, se invece rifinanzio questa riduzione della pressione fiscale con i tagli alla cattiva spesa pubblica, funziona”, conclude Brunetta.

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