ENI: BRUNETTA, RENZI CHIARISCA SUE DICHIARAZIONI SU ‘INTELLIGENCE’ E ‘SERVIZI’
Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interpellanza al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedere chiarimenti sulle sue dichiarazioni rilasciate in merito a “politica di intelligence” e “servizi” in relazione al gruppo Eni, chiarimenti da dare anche con un’apposita informativa urgente alle Camere.
“Nel corso della puntata dello scorso 3 aprile del programma televisivo ‘Otto e mezzo’ in onda su La7 – scrive il capogruppo azzurro alla Camera dei deputati – il presidente del Consiglio ha rilasciato un intervista in cui ha parlato, tra l’altro, di nomine ai vertici delle aziende pubbliche. Riferendosi al gruppo Eni, ha dichiarato: ‘L’Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera, della nostra politica di intelligence, e quando dico intelligence dico i servizi, oltre che un pezzo fondamentale della nostra credibilità nel mondo’. L’affermazione di Renzi è inqualificabile e pericolosa, perché potrebbe lasciare intendere che il gruppo Eni ha stretti legami con gli uomini dei servizi segreti”.
“Si tratta di una frase sconcertante a livello nazionale e internazionale, in particolare perché rivolta ad una grande multinazionale dell’energia quotata in borsa. Le parole del presidente del Consiglio potrebbero infatti essere utilizzate da qualunque concorrente, soprattutto all’estero, per bloccare contratti o gare. Per non parlare del fatto che potrebbe addirittura configurarsi l’ipotesi di rivelazione di segreto di Stato”.
“Quella di Renzi – dichiara Brunetta – è una gaffe incredibile, imperdonabile anche per un dilettante. Spiega che la successione alla presidenza dell’Eni dovrà tener conto del fatto che è un centro di interessi non solo economici, ma persino di intelligence. Quasi prefigurando che l’attuale capo politico dei servizi, direttore del Dis, l’ottimo Ambasciatore Massolo, sia il suo candidato per la guida dell’Eni. Da Renzi impressionante debolezza intellettuale che rischia di compromettere irreparabilmente l’immagine e la forza contrattuale della nostra azienda strategica”, conclude.



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