ELEZIONI: BRUNETTA, SECHI RIPETE PAPPAGALLESCAMENTE IMPRECISIONI DI MONTI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Povero Mario Sechi, già direttore del Tempo e adesso colpito sulla via di Damasco da Monti e con lui candidato capolista al Senato in Sardegna, ridotto a twittare pappagallescamente quello che il leader della sua coalizione ha dato da imparare a tutti i candidati per le dichiarazioni pubbliche, senza essere, tra l’altro, neanche preciso e cadendo in errore.

Innanzitutto ‘aver tassato per 176 miliardi in 8 anni su 10’ non significa niente. Se il dottor Sechi si riferisce alla pressione fiscale, dovrebbe sapere che essa si misura in percentuale del PIL, mentre i valori assoluti che egli presenta potrebbero far riferimento, se mai, alle entrate tributarie che, il dottor Sechi dovrebbe sapere anche questo, non aumentano solo in funzione della pressione fiscale, ma anche dell’andamento congiunturale della nostra economia.

Ricordiamo al candidato della lista Monti, inoltre, che il governo Berlusconi ha iniziato il proprio mandato nel 2008 con la pressione fiscale al 42,6% e lo ha forzosamente terminato nel 2011 con la pressione fiscale al 42,5%: in 3 anni e mezzo sostanzialmente invariata. Mentre è stato il governo Monti a farla aumentare di oltre 2 punti in 12 mesi (dal 42,5% nel 2011 al 44,7% nel 2012), che diventano quasi 3 se si considera l’eredità che ci ha lasciato per il 2013 (45,3%). I dati sono della Banca d’Italia.

Né vale il ragionamento che fanno alcuni commentatori di parte, secondo cui Berlusconi avrebbe scaricato l’onere fiscale sul governo successivo, perché quella cui si riferiscono era una semplice clausola di salvaguardia contenuta nella delega fiscale, che sarebbe scattata solo qualora questa non fosse stata approvata entro il 30 settembre 2012. Se al governo Berlusconi non è stata data la possibilità di completare il suo lavoro sappiamo di chi sono le responsabilità…e comunque la clausola di salvaguardia non è mai diventata operativa. Mentre il professor Monti ha usato a mambassa la leva fiscale per salvare, a suo dire, l’Italia (Imu, accise e chi più ne ha più ne metta).

Se poi andiamo a ritroso negli altri cicli di governo del centrodestra, vediamo come le medie della pressione fiscale siano sempre state inferiori con i governi Berlusconi (41,8%) rispetto ai governi di centrosinistra (42,6%) e ai governi tecnici (43,6%). Verificare per credere. Forza Sechi, puoi fare di meglio”.

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