DL IRPEF: BRUNETTA, DA RENZI CHIACCHIERE E SLOGAN, NON CONOSCE FATTI ECONOMICI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Molte chiacchiere, qualche svarione – specie sulla previdenza – e una insufficiente conoscenza dei fatti economici più recenti, che hanno caratterizzato la vita dei precedenti governi.

Un’esposizione confusa che, al di la degli slogan, non è riuscita a dare il senso della direzione di marcia, nonostante gli sforzi di Pier Carlo Padoan di introdurre qualche timido elemento di razionalità. Molte delle misure annunciate fanno, ormai, parte di un antico repertorio. Spesso sono già operative nell’ordinamento giuridico vigente. E le novità introdotte, come il tetto di 240 mila euro per i dirigenti pubblici non graduato per i sottostanti rami dell’Amministrazione rischiano di determinare un caos totale. C’è il rischio che un qualsiasi sottoposto, con poche responsabilità, abbia una retribuzione simile a quella del vertice delle singole amministrazioni. Altro che regola Adriano Olivetti: espressione alta di un mondo fordista, segnato dalla gerarchia della grande manifattura.

I cosiddetti ‘tagli intelligenti’ che Matteo Renzi propone non sono altro che la vecchia regola dei tagli lineari anche nei numeri: 700 milioni per ciascuno dei grandi comparti dell’Amministrazione. Stato centrale, Regioni ed Enti locali. Giulio Tremonti, che proponeva lo stesso metodo, li aveva giustificati meglio. Il riferimento era all’esperienza di Gordon Brown: lasciare libere le singole amministrazioni di realizzare come meglio ritenevano i tagli richiesti. Dov’è allora la novità? Nel ricorrere al web. Ma Matteo Renzi è a conoscenza della complessa procedura, realizzata con Banca d’Italia, per il controllo in tempo reale della spesa pubblica italiana? Una rete da tempo dedicata, che purtroppo, a causa della complessità del problema non ha portato ai risultati sperati. Basterà il computer di casa del singolo cittadino per ottenere risultati migliori? Difficile crederlo”.

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