DL IRPEF: BRUNETTA A PADOAN, RAGIONERIA RISPONDA A RILIEVI SENATO

“Caro ministro, caro Pier Carlo, abbiamo seguito con grande attenzione le tue dichiarazioni circa il possibile sviluppo della situazione economica italiana. Apprezziamo il tuo ottimismo, a prova di ogni altra controindicazione che viene tanto dalla Commissione europea quanto dagli Organi super partes del Senato della Repubblica. Vanno bene gli auspici e l’eroismo della volontà, ma forse sarebbe meglio se si seguisse una procedura consolidata, come quella che caratterizza da anni i rapporti tra il Ministero dell’Economia ed il Parlamento”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in una lettera aperta al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan.

“Come ben sai, i rilievi estremamente rigorosi del Servizio bilancio del Senato della Repubblica, come del resto quelli della Camera dei deputati, hanno dato luogo, da sempre, ad un confronto di merito all’interno delle Commissioni bilancio prima e delle Assemblee plenarie delle Camere poi. Mi aspetto, pertanto, che la Ragioneria generale dello Stato, probabilmente un po’ penalizzata in sede di redazione del Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 recante ‘Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale’ – quello degli ‘80 euro’ tanto per intenderci – possa far valere tutta la sua professionalità, rispondendo a tono alle osservazioni formulate. E che poi il governo, attraverso i suoi rappresentanti, possa convincere i dubbiosi, lasciando al Parlamento, in quanto tale, il giudizio finale”.

“Questo, al momento, è lo stato dell’arte: codificato in disposizioni legislative – alcune addirittura di rango costituzionale – e nelle norme dei due Regolamenti parlamentari. Dico al momento, perché domani si vedrà. La nascita dell’Ufficio parlamentare del bilancio, per le modalità che hanno portato alla sua formazione, getta una seria ipoteca sul funzionamento di Organi che dovrebbero essere indipendenti – sia a norma dei Trattati internazionali sia della legge che dà attuazione del nuovo articolo 81 della Costituzione – ma che tali non sembrano”.

“L’improvvida scelta dei due presidenti della Camera dei deputati, Laura Boldrini, e del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, di procedere con la più selvaggia lottizzazione – tre esponenti di sinistra per i tre membri dell’Organismo – in netto contrasto con gli sforzi compiuti dalle due Commissioni bilancio della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in sede istruttoria, ha trasformato quell’Ufficio in una dependance governativa. Facendo venir meno ogni principio di indipendenza e di autorevolezza. Comprendiamo, pertanto, la dura reazione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ai rilievi del Servizio bilancio del Senato della Repubblica. Il segnale è forte e chiaro. Da domani si deve cambiare e la parola degli apparati centrali, alla dipendenza del governo, non potrà più essere messa in discussione”.

“Indietro tutta, quindi. Si ritornerà a quanto avveniva prima del varo della legge 468 del 1978, che cercò di mettere ordine – purtroppo con limitato successo – in una finanza pubblica fuori controllo, i cui riflessi sono ancora evidenti nella dinamica del debito pubblico italiano. Con una piccola differenza, tuttavia. Allora quelle cose, nonostante la loro perversità, erano ancora concepibili. Oggi tentare solo di riproporle è un autentico suicidio”, conclude Brunetta.

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