DERIVATI: BRUNETTA, SU MEF DOMINA BUIO PESTO, PADOAN CHIARISCA IN PARLAMENTO

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Una grande oscurità domina nel palazzo del Ministero dell’Economia e delle finanze in via Venti Settembre: l’opacità della gestione del debito pubblico italiano, le relazioni inquietanti con le controparti, l’assenza di regole e di controlli, gli automatismi, i conflitti di interesse, le potenziali connivenze, la totale irresponsabilità e anomia, l’autoreferenzialità.

Troppi sospetti avvolgono il tutto. E quanto emerge dalle poche informazioni disponibili non fa altro che alimentarli. Così come ingiustificati e ingiustificabili sono i ripetuti appelli del Tesoro alla “riservatezza” delle informazioni per evitare la reazione dei mercati.

Al di là delle responsabilità amministrative e penali, che saranno individuate dalla Corte dei Conti e nel processo in corso presso il tribunale di Trani sulle agenzie di rating, quello che serve è fare luce sulle regole del gioco: chi fa che cosa; con quale mandato; con quali controlli.

È per questo che abbiamo già chiesto: 1) Total disclosure: la totale messa a disposizione di tutte le informazioni sui contratti derivati collegati ai titoli di Stato emessi dal Tesoro italiano e la pubblicazione integrale degli stessi. 2) L’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, per chiarire le vicende, le cause e le responsabilità, anche internazionali, che nell’estate-autunno del 2011 portarono alla speculazione finanziaria sul debito sovrano del nostro paese e alle successive dimissioni del governo Berlusconi, l’ultimo legittimamente eletto dai cittadini. 3) L’istituzione di una Commissione di vigilanza sul debito pubblico, come quella che fu istituita nel 1963 (articoli 90 e 91 del Testo Unico 1343) e che fu soppressa nel 1993, e mai più ricostituita. 4) Trasparenza su un altro aspetto inquietante della gestione opaca del debito sovrano italiano: il tema delle “porte girevoli”. Molti direttori generali del Tesoro e molti ministri di via Venti settembre, infatti, persone tutte qualificate e rispettabilissime, sono finiti a fare i banchieri in quelle stesse banche con le quali avevano stipulato, dal Tesoro, quindi come ufficiali pagatori da parte dello Stato, contratti miliardari.

Conoscendo, infine, la resistenza del ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) ad adempiere alle nostre richieste, abbiamo depositato in Parlamento già da un anno e mezzo due interpellanza al ministro Padoan, rispettivamente datate 6 e 27 marzo 2015, una richiesta di accesso agli atti, datata anch’essa 27 marzo 2105, che ci è stata illegittimamente respinta, e un Question time, sempre al ministro Padoan, il primo aprile 2015. Zero risposte e buio pesto su tutto. Eppure, come sostiene anche la Corte dei Conti, ne va della credibilità delle stesse basi su cui è costruita la nostra Repubblica.

Su tutto questo ad oggi non c’è mai stata trasparenza documentale, mai chiarezza politica, nessuna trasparenza scientifica, nessun dibattito, nessun controllo, nessuna valutazione. Mai nulla di significativo è stato pubblicato, se non linee guida, riassunti, sintesi buone per gli allocchi. Finalmente grazie al processo in corso presso la Procura di Trani e alla Corte dei Conti, e non certamente per decisione del Mef, qualcosa comincia a muoversi. Noi chiediamo che il governo risponda prima di tutto al Parlamento, quindi al paese”.

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