DEF: BRUNETTA, NON PUO’ ESSERE APPROVATO NELLA SUA ATTUALE VERSIONE

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Come rilevato oggi da Banca d’Italia nell’audizione sul Def svolta presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, i risparmi derivanti dal processo di revisione della spesa illustrato nel Piano Nazionale di Riforma contenuto nel Def 2014 (pari a 4,5 miliardi nel 2014; 17 miliardi nel 2015 e 32 miliardi a decorrere dal 2016), non saranno sufficienti a coprire gli effetti finanziari del decreto Legge ‘taglia Irpef’ che il presidente Renzi intende approvare in Consiglio dei ministri venerdì prossimo. Ecco perché.

Il provvedimento annunciato dal governo, relativo all’incremento delle detrazioni Irpef, recherà oneri pari a 6,6 miliardi nel 2014 e a 10 miliardi a decorrere dal 2015.

A questi bisogna aggiungere gli oneri derivanti da altri atti normativi (Legge di stabilità per il 2014 e D.L. 4/2014), nonché dalle cosiddette ‘esigenze indifferibili’ (relative a materie quali lavoratori socialmente utili, autotrasporto, cassa integrazione in deroga, fondo per le politiche sociali, fondo per la non autosufficienza, missioni di pace, scuole paritarie) che il governo si è impegnato a ‘coprire’ esclusivamente attraverso riduzioni di spesa. Si tratta di 500 milioni per il 2014; 10,4 miliardi per il 2015 e 17,9 miliardi nel 2016.

Ne deriva che, per rispettare tutti gli impegni presi, il governo ha bisogno di reperire, attraverso Spending review, risorse per 7,1 miliardi (6,6 da decreto Irpef + 0,5 già impegnati) nel 2014; 20,4 miliardi (10 da decreto Irpef + 10,4 già impegnati) nel 2015; 27,9 miliardi (10 da decreto Irpef + 17,9 già impegnati) nel 2016.

Renzi ha ipotizzato, abbiamo visto, risparmi per 4,5 miliardi nel 2014; 17 miliardi nel 2015 e 32 miliardi a decorrere dal 2016. Resta uno ‘scoperto’ di 2,6 miliardi (7,1 impegnati – 4,5 ‘disponibili’) nel 2014 e di 3,4 miliardi (20,4 impegnati – 17 ‘disponibili’).

Per non parlare delle risorse (altri 7 miliardi) che il governo deve reperire per adempiere alla regola della spesa prevista dai Trattati europei, tenendo conto dell’avvertimento che la Commissione Ue ha già inviato all’Italia lo scorso 5 marzo 2014.

Il Def quindi è sbagliato, presenta quantificazioni errate e incoerenti dei saldi di finanza pubblica e non può essere approvato nella sua attuale versione. Di tutto questo il presidente del Consiglio dovrà rendere conto al Parlamento, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e alla Commissione europea”.

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