CRISI: BRUNETTA, STOP RIGORE CIECO, LETTA FACCIA ASCOLTARE NOSTRA VOCE
“Il Parlamento italiano si è espresso chiaramente con la risoluzione approvata alla Camera sulle comunicazioni del premier, Enrico Letta, con riferimento al Consiglio europeo del 22 maggio. Il documento rappresenta la richiesta all’Europa di un cambio di passo. Si tratta di uscire dal rigore cieco, da una pervicace chiusura a qualsiasi formula che non sia austerità e poi ancora austerità, per aprire il respiro allo sviluppo”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Mentre negli altri Paesi europei le maggiori forze sono divise sulla strategia macroeconomica europea e nazionale – sottolinea l’ex ministro – in Italia invece c’è un perfetto idem sentire, in vista del prossimo Consiglio europeo del 27-28 giugno 2013. Non si dimentichi che l’Italia è il terzo contribuente alle finanze comunitarie. Daremo, pertanto, mandato al nostro presidente del Consiglio di rivendicare i diritti di un’azionista, seppure di minoranza, e pretendere, senza timidezza, che la nostra voce sia ascoltata e abbia il rispetto che merita”.
“Sappiamo quanto questo sia difficile. Ma non dobbiamo dimenticare che la politica estera, da che mondo è mondo, si calibra più sulla forza che non sulla ‘ragion pura’. Caro presidente Letta, è certamente necessario fare delle scelte, date le risorse scarse. Ma l’unica scelta che tiene insieme tutte le altre è quella dello sviluppo. E lo sviluppo si fa in Europa, si fa con la deflazione da parte della Germania, si fa con il cambiamento della politica economica. Fuori da questo si finisce solo, a livello dei singoli Paesi, con il cannibalismo economico, con il cannibalismo politico, con il cannibalismo sociale. E nuovamente il caos”, conclude Brunetta.


