CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, DE PROFUNDIS RENZI, A OTTOBRE SERVE MANOVRA DA 30-40MLD

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Altro che ‘Rivedremo le stime del Pil di fronte al rallentamento globale’, come vuole farci credere il ministro Padoan, i conti pubblici italiani erano sbagliati ancor prima della Brexit e ancor prima degli ultimi attentati terroristici. Il problema non è neanche la crisi del sistema bancario italiano, ma la cattiva politica economica del governo.

Già nel Documento di Economia e Finanza (Def) di aprile, infatti, la crescita reale del Pil nel 2016 è stata stimata dall’esecutivo all’1,2% quando tutti gli outlook sul nostro paese dicevano che sarebbe arrivata a stento all’1%. Allo stesso modo, è stato inserito un tasso di inflazione dell’1%, quando al massimo sarà poco più di zero (l’acquisito a giugno 2016 è -0,2%).

Un magheggio del governo per avere una crescita nominale (quella che conta ai fini del rispetto dei parametri di Maastricht, data da crescita reale più inflazione) del 2,2%, quando al massimo sarà dell’1%-1,2%, cioè della metà.

Tutto questo, dicevamo, senza considerare l’effetto della vittoria del Leave nella consultazione popolare inglese. I conti del ministro Padoan, quindi, erano sbagliati già da prima. E oggi la situazione può solo peggiorare, con la crescita nominale che a fine anno finirà per essere meno della metà rispetto a quella prevista dal governo ad aprile.

Per non parlare delle precedenti previsioni di ottobre 2015, quando l’esecutivo aveva stimato una crescita nominale del Pil dell’1,6% a cui si aggiungeva un’inflazione all’1%, quindi una crescita nominale del 2,6%. A dimostrazione che il governo i conti pubblici li ha sempre gonfiati, per giustificare la politica spendi e spandi, finalizzata a comprarsi il consenso, del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Padoan non si nasconda dietro al ‘rallentamento globale’ e faccia mea culpa. Non si usino Brexit, banche e terrorismo per coprire la politica economica sbagliata del governo.

A ottobre, quando con la Legge di stabilità uscirà tutta la polvere messa sotto il tappeto dal duo Renzi-Padoan, servirà una manovra correttiva da 30-40 miliardi per coprire il buco della minor crescita (16 miliardi, senza considerare l’effetto Brexit), sterilizzare le clausole di salvaguardia (15 miliardi, per evitare l’aumento dell’Iva) e finanziare le cosiddette ‘spese indifferibili’ come le missioni internazionali e le risorse per gli ammortizzatori sociali (altri 10 miliardi circa). Una batosta per gli italiani, che voteranno No al referendum per mandare finalmente a casa Renzi”.

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