CAMERA: BRUNETTA, RINVIO DDL VOTO SCAMBIO PRIMA VITTORIA FI, ADESSO RIFLESSIONE
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“La decisione della Camera dei deputati che ha votato, su proposta del Pd, il rinvio alla prossima settimana dell’esame sulla proposta di legge sul voto di scambio rappresenta una prima significativa vittoria per Forza Italia. Noi, da sempre in prima linea con determinazione nella lotta alla mafia, ci siamo detti sin dal primo momento contrari ad una norma che il Senato ha grossolanamente peggiorato, chiedendo il rinvio in Commissione per apportare le necessarie revisioni, e annunciando per questo battaglia parlamentare, fino all’ostruzionismo.
Il testo che era stato approvato lo scorso 16 luglio alla Camera costituiva un buon punto di equilibrio tra la necessità di punire lo scambio elettorale politico-mafioso e quello di garantire i principi costituzionali della tassatività, offensività e proporzionalità della legge penale. Il testo dell’articolo 416-ter approvato dal Senato amplia invece inammissibilmente, l’elenco delle condotte che determinano lo scambio illecito e innalza la pena nel minimo e nel massimo, parificandola a quella prevista per l’associazione mafiosa.
Le modifiche apportate rendono ancora più incerta l’individuazione della fattispecie criminosa. La norma così formulata qualifica la condotta illecita mediante l’accettazione della ‘promessa’ di procurare voti, anticipando la soglia di punibilità che viene legata ad una condotta che precede l’azione. Scompare, inoltre, dal testo lo specifico riferimento alla ‘consapevolezza’ dell’accettazione e della qualità mafiosa dell’interlocutore, ritenuta erroneamente superflua.
I dubbi sul mancato rispetto del principio di offensività sono accresciuti dalla modifica riguardante ‘il corrispettivo’ della promessa del procacciamento di voti che si estende a ‘qualunque altra utilità’ ovvero alla ‘disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione’, espressione vaga che non può trovare accoglimento in un sistema, come il nostro, fondato sul sano principio di legalità.
In questo modo, il testo licenziato dal Senato introduce un vero e proprio arbitrio da parte delle Procure e dà un potere micidiale alle cosche che potrebbero tranquillamente mettere in difficoltà politici non graditi.
Anche dal dibattito di oggi a Montecitorio è ormai chiaro come sia indispensabile un’ulteriore approfondimento ed una accurata riflessione su un tema tanto spinoso quanto delicato, nei confronti del quale abbiamo la certezza di poter dialogare in modo proficuo e produttivo con tante altre forze politiche presenti in Parlamento”.


