BRUNETTA: RENZI ANNUNCIA E L’ECONOMIA CROLLA, INEVITABILE MANOVRA CORRETTIVA
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Da quando Matteo Renzi ha iniziato a parlare di sviluppo e crescita, consuntivi e previsioni sono crollati. Nel primo trimestre dell’anno la caduta del Pil è stata dello 0,1 per cento. Secondo le recenti elaborazioni dell’Istat questo dato negativo sarà bissato anche nel secondo trimestre. Varierà in negativo all’interno di una forchetta compresa tra meno 0,1 e meno 0,3 per cento.
Non siamo sorpresi di questi risultati. Da tempo insistiamo sull’inconcludenza di questo governo: annunci mirabolanti, frasi ad effetto, slogan e parole d’ordine. Nel vecchio Pci, tutto teoria ed ideologia, i più saggi di quel partito erano soliti ripetere che le cose sono più dure di ogni parola. Di ogni elaborata teoria. Quell’insegnamento si è poi perso con la chiusura della scuola delle Frattocchie. Andrebbe ogni tanto ricordato a quei giovani che con tanta baldanza affollano gli scranni governativi. Non solo lezione di vita. A volte le parole sono pietre, producono danni e disorientamenti in grado di illudere i più ingenui. Fino all’inevitabile doccia scozzese che deprime, in misura ancora maggiore, le possibili aspettative.
La furbata degli 80 euro in busta paga doveva invertire il ciclo dell’economia italiana. Risultati? Irrilevanti, come sono costretti a certificare gli stessi sponsor politici del presidente del Consiglio. Il ‘miglior uso’ della flessibilità – altro cavallo di battaglia – nuovo flop. Nelle segrete stanze governative, nonostante le smentite poco convincenti del sottosegretario Pier Paolo Baretta, non solo si dà per acquisita l’inevitabile manovra correttiva. Ma si stanno già facendo i conti di quanto dovrà essere il possibile salasso. E le cifre che circolano – da 15 a 25 miliardi – fanno impressione.
Non accusiamo Matteo Renzi di impotenza. Gli chiediamo solo di avviare una riflessione onesta. Di misurarsi, nei luoghi deputati, con il carattere inedito di questa crisi. Di fornire se non proprio analisi esaustive, almeno un qualche abbozzo di pensiero. E poi confrontarsi, con animo limpido, riconoscendo la parzialità che è tipica di qualsiasi impostazione. Fino a trarre le necessarie conclusioni politiche: in termini di alleanze e di sforzi congiunti per risalire la china.
Per conseguire questo risultato basta forse assoldare qualche transfuga di Sel o dei grillini? Chi ragiona in questo modo oscilla tra la totale ignoranza ed il semplice ‘tirare a campare’. Che sarà sempre meglio di ‘tirare le cuoia’ com’era solito ripetere il divino Giulio. Ma quella era un’altra epoca. Soprattutto un altro film in cui i condizionamenti internazionali erano semplici spauracchi, perché tanto esisteva l’arma assoluta della svalutazione monetaria. Oggi, che questa chance è venuta meno, si profila solo lo spettro della Troika”.


