BRUNETTA: COMMISSIONE INCHIESTA SU COMPLOTTO 2011 INDAGHI ANCHE SU DERIVATI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Bene Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera, che il 26 novembre scorso, nel suo Ufficio di presidenza, ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva sull’utilizzo degli strumenti finanziari derivati da parte del ministero dell’Economia e delle finanze. Ma per una volta ha ragione Milena Gabanelli: l’obiettivo finale dovrà essere la commissione parlamentare d’inchiesta, con gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria.

Quella stessa commissione d’inchiesta che noi chiediamo da tempo per chiarire le vicende, le cause e le responsabilità, anche internazionali, che nell’estate-autunno del 2011 portarono alla speculazione finanziaria sul debito sovrano del nostro paese e alle successive dimissioni del governo Berlusconi, l’ultimo legittimamente eletto dagli italiani.

Il tema dei derivati, infatti, è strettamente collegato a quanto avvenuto in quei mesi del 2011, con il downgrade anomalo del debito pubblico dell’Italia da parte delle agenzie di rating, relativamente alle quali, in particolare Standard & Poor’s e Fitch, si celebrerà a Trani il processo per manipolazione di mercato aggravata.

Ed è collegato, sempre il tema dei derivati, alla conseguente corsa al rialzo dello spread, imbroglio utilizzato, a livello politico, per portare alle dimissioni di Berlusconi. Stesso downgrade e stesso spread utilizzati anche a livello finanziario da un lato dai mercati, per speculare sui titoli di Stato italiani, e dall’altro dalle banche, per aumentare il proprio potere contrattuale per rinegoziare i titoli derivati stipulati con il governo. Tutto ciò si trasformò in 3 miliardi di moneta sonante pagati a Morgan Stanley nel 2012, guarda caso dal presidente Monti.

Noi pensiamo che downgrade, spread e derivati siano 3 facce della stessa medaglia, 3 facce dello stesso complotto che ebbe il suo fulcro nell’estate-autunno 2011, e che ancora sta producendo danni nell’economia e nella democrazia italiana”.

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