BRUNETTA: COME SACCOMANNI, ANCHE LETTA SEMBRA VENIRE DA MARTE, CI FA TENEREZZA

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Come il suo ministro dell’Economia e delle finanze, anche il presidente del Consiglio, Enrico Letta, sembra venire da Marte. Anzi, da un’altra galassia. Su Saccomanni, nel passato, siamo stati ottimisti.

E come il suo ministro dell’Economia, anche Letta ci fa tenerezza. È stato osservatore silente di tutte le vicende (travolgenti) delle ultime settimane e quando ha rotto il silenzio ci aspettavamo lo facesse in grande stile, invece ci riserva uno scarno comunicato stampa in cui rivendica i ‘risultati’ economici del suo governo.

Domanda, rispettosa: come si fa ad essere fieri del proprio operato se un’intera Legge di stabilità, il principale documento e strumento di politica economia del governo, verrà ricordata solo per un miliardo di riduzione dei premi che le imprese versano all’Inail come assicurazione contro gli infortuni sul lavoro dei propri dipendenti? E come si fa a considerare efficace l’azione del governo solo per il rinvio di 3 mesi, dal 16 febbraio al 16 maggio, del termine di pagamento della quota restante di questi contributi? O come si fa a festeggiare una riduzione del debito pubblico italiano dello 0,4% nel terzo trimestre 2013, se lo stock resta comunque altissimo (132,9% rispetto al Pil), il più alto di tutti i paesi dell’eurozona esclusa la Grecia, e se il commissario agli affari economici e monetari dell’Unione europea, Olli Rehn, ci ‘rimprovera’ per questo almeno una volta al mese?

Poco importa a quanto pare, quindi, al premier Letta, e al suo ministro Saccomanni, se sulla crescita della nostra economia nel 2014 le stime del governo sono state smentite da tutti gli organismi di previsione internazionali (oltre che dall’Istat); se sui pagamenti dei debiti delle PA la Commissione europea aprirà a breve una procedura di infrazione per il mancato rispetto della direttiva europea che regola la materia; se Banca d’Italia finirà svenduta in mani straniere; se sulla prima casa dal 2014 gli italiani si troveranno a pagare il 30% in più rispetto a quanto pagato con Monti e 3 volte gli importi che pagavano con Berlusconi.

Tutto si risolverà, stando alle parole del premier e di Saccomanni, con la Spending review e con le privatizzazioni. Chi di speranza vive, disperato muore”.

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