BANCHE: BRUNETTA, ETRURIA? A GHIZZONI CHIEDEREMO CHI L’HA CONTATTATO E PERCHE’
“Cosa chiederei a Ghizzoni? Chi l’ha contattato, quando e in che modo. E se era un contatto istituzionale o meno. Però, a dirla tutta, sono molto più preoccupato per Monte dei Paschi che per Etruria”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”.
Non ritiene urgente sentire l’ex numero uno di Unicredit? “Certo, ma prima vorrei capire dal governatore di Bankitalia e dalla Consob cosa hanno fatto in questi anni quando alla povera gente le banche negavano il credito o piazzavano titoli rischiosi, favorendo gli amici degli amici”.
La commissione sarà un flop? “Ci siamo arrivati in ritardo. Il Pd l’ha insabbiata, se si pensa che sono stato il primo a chiederla il 9 dicembre del 2015. Fino a due mesi fa, Zanda continuava a dire che era nociva e a preferirne una solo conoscitiva. Ma ora si parte e in sei mesi, da giugno a novembre, possiamo fare qualsiasi cosa. Senza caccia alle streghe, né redde rationem. L’obiettivo è ascoltare tutti e produrre la relazione conclusiva. I dossier preparatori ci sono già, basta leggerli. Facciamo subito le nomine e cominciamo a lavorare”.
“In un Paese normale la presidenza spetterebbe a una figura prestigiosa dell’opposizione, anche perché il Pd è coinvolto nelle polemiche. Non sarà così, purtroppo. Prendiamone atto”. Da dove cominciare? “Propongo un metodo a ritroso. Iniziamo da Mps. Poi le quattro banche fallite e le venete. Fino all’autunno del 2011, cioè alla crisi dello spread che comprime il capitale delle banche. La crisi sistemica nasce lì. Dobbiamo capire cosa è successo al sistema bancario, che Padoan ha sempre descritto come solido”.
Ghizzoni dice che il caso Etruria è un problema della politica. “Rispondo che non ci sto al teatrino dei banchieri. Chi deve raccontare racconterà. Anche lui non potrà dire no comment, visto che la Commissione ha i poteri della magistratura. Tutto è pubblico e verbalizzato. Abbiamo il diritto di sapere cose note e ignote. E chiarire le responsabilità. Mi auguro che il Parlamento svolga il suo dovere fino in fondo. Lo dobbiamo ai cittadini”.


