AUTOSTRADE: BRUNETTA SCRIVE A CANTONE, DELRIO FIRMA CONVENZIONI OPACHE PER 16 MLD
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Matteo Renzi continua a fare lo spaccone in conferenza stampa, annunciando il taglio delle partecipate da 8.000 a 1.000, ma dimentica di dire all’opinione pubblica che proprio una settimana fa, giovedì scorso, il suo ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, per esplicita volontà politica del presidente del Consiglio ha firmato convenzioni per dare in concessione a due super-partecipate del Pd, per oltre 30 anni e senza gara d’appalto, due delle principali autostrade italiane: quella del Brennero e la Venezia-Trieste, per un business totale di 16 miliardi di euro. In barba a qualsiasi regola di mercato, a qualsiasi principio di trasparenza.
Proprio per questo motivo ho segnalato il caso all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha poteri di vigilanza e controllo, con apposita lettera inviata al presidente Cantone. Così come gli azionisti di altre autostrade, come per esempio la Brescia-Padova, sembra stiano decidendo di fare formale ricorso contro la proroga in house della A22.
A una settimana dall’annuncio trionfale della firma della convenzione, inoltre, non si ha ancora notizia di quale sia il contenuto di questa intesa, che rimane segreta. Trapelano soltanto indiscrezioni su una norma che consentirebbe ai dirigenti di conservare stipendi superiori ai limiti previsti dalla Legge.
Una cessione di sovranità agli Enti locali (in questo caso a grande vantaggio della vicesegretaria nazionale del Pd, Debora Serracchiani), che diventano padroni assoluti a spese degli automobilisti.
Nel 2014, per esempio, l’autostrada del Brennero (A22) ha incassato dai pedaggi 335 milioni di cui 152 di margine. E quando il margine operativo è meta degli incassi vuol dire che ci sarebbe spazio per ridurre i pedaggi, fino a dimezzarli, ma se questo non avviene è perché si utilizzano le risorse per alimentare la clientela, magari decisiva per il voto dell’SVP sulla riforma costituzionale, o per pagare gli stipendi dei dirigenti, che per caso sono anche dirigenti del Pd, o dei dipendenti in esubero: per la A22 ce ne sono 3 ogni chilometro, a un costo medio di 76.000 euro a testa.
Piuttosto che fare falsi annunci, Renzi combatta i casi di spreco come questi e produca la concorrenza necessaria nel settore: riuscirebbe a generare risparmi che consentirebbero di abbassare i pedaggi per gli automobilisti e renderebbero le autostrade meno costose per chi gira l’Italia per turismo o per lavoro”.


