UE: BRUNETTA, AUSTERITA’ HA CONTRIBUITO AD ALLARGARE DIVARIO FRA I PAESI MEMBRI

“La stagione dell’austerità ha contribuito ad allargare il divario fra i paesi  membri dell’Unione. Il gap è aumentato: i paesi in condizioni migliori hanno sofferto meno, i paesi periferici di più. Bisognava cambiare la direzione di marcia e la filosofia d’azione”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, pubblicata da “Il Foglio”.

“Non era sufficiente parlare di azioni europee per la crescita e ricamare sulla ‘flessibilità’ nell’applicare i parametri del Trattato Ue relativi al deficit e al debito pubblico. Prima di tutto, non erano novità perché erano già state proposte e attuate iniziative favorevoli alla crescita dell’economia. E quanto alla cosiddetta ‘flessibilità’, vantata come merito proprio dal Governo Renzi, è in realtà sempre stata possibile; basta leggere l’omonima comunicazione della Commissione europea del febbraio 2015 per capire che le deroghe che hanno consentito la ‘flessibilità’ sono le stesse ottenute dal governo Berlusconi nell’ottobre 2011 e confermate persino dal Fiscal Compact, alle quali si aggiunge la possibilità, negoziata fra il 2012 e il 2013, di non conteggiare nel deficit il cofinanziamento nazionale della spesa dei fondi strutturali Ue.

Per guardare avanti bisognava cambiare strada e puntare a ridurre quel pernicioso differenziale fra gli Stati membri dell’Unione che rappresenta ancora oggi il pericolo principale per l’Unione stessa. Chi vuole realmente un’Europa unita deve cercare questo risultato. L’impegno futuro deve essere certamente mirato a correggere certe regole applicative dei parametri base dell’ area dell’euro affinando le metodologie di valutazione e di calcolo relative ai parametri stessi. Così come deve disegnare canali per consentire la ripresa di investimenti pubblici produttivi, coerenti con i più volte ribaditi obiettivi europei di crescita e creazione di posti di lavoro, e di cui non solo l’Italia ha bisogno”.

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