BANCHE: BRUNETTA, BENE COMM INCHIESTA, ADESSO TRASPARENZA PER RIPORTARE FIDUCIA

“Per ricreare un contesto di fiducia nelle banche e nell’economia di tutto il Paese, fondamentale anche per procedere al salvataggio degli istituti in crisi che minacciano l’intero sistema, non si può prescindere dal chiarire le circostanze in cui tali dissesti sono maturati. Una operazione verità che solo la Commissione parlamentare di inchiesta può compiere. Trasparenza per riportare fiducia.”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento su “Il Giornale”.

“Abbiamo impiegato un anno e mezzo per arrivare all’istituzione della Commissione. Probabilmente il Pd ha rallentato l’iter. Ma non è questo il punto. Ne prendiamo atto. Il punto è capire come e perché siamo giunti a questa situazione. Perché fino a ieri si è negata l’esistenza stessa della crisi del sistema bancario italiano, nonostante l’evidenza. Perché si è sempre affermato che i nostri istituti fossero solidi, nonostante ci fosse il rischio che venisse giù tutto. Nonostante lo Stato si sia trovato a dover intervenire.

Perché? Cosa è successo? Ha questo a che fare con quanto avvenuto nel triste autunno del 2011, quando la speculazione internazionale ha colpito il nostro debito sovrano? Quando ci fu la nota crisi dello spread? C’è una qualche connessione tra l’andamento dei titoli del debito pubblico a partire da fine 2011 e la persistente crisi bancaria che da allora ci affligge?

Certamente non ha aiutato l’infelice riformismo in tema bancario degli ultimi governi. Dalla frettolosa e chiacchierata, fino a paventare l’accusa di insider trading, riforma delle banche popolari al fallimento pilotato di Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche. Per non parlare dello stato comatoso del Monte dei Paschi di Siena e dei necessari e ripetuti salvataggi. Condizione estrema che viene da lontano, dalla folle acquisizione di Antonveneta.

Per non parlare di Veneto Banca, di fatto fallita, come emerge dall’ultimo decreto del governo che ha congelato il rimborso del prestito obbligazionario a migliaia di clienti motivandolo con l’impossibilità dell’istituto di onorare i propri obblighi. Per non parlare, infine, dell’annosa questione dei derivati, tanto sul debito sovrano, di cui abbiamo visto da ultima la censura della Corte dei Conti, tanto quelli in pancia a banche ed enti privati, di cui nessuno sa niente.

Sarà la Commissione di inchiesta un toccasana? Probabilmente no, ma forse una premessa per riportare fiducia nel sistema, quel fondamentale capitale invisibile distrutto in questi anni. Con le conseguenze che conosciamo”, conclude Brunetta.

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